Mediobanca e Banca Generali, Delfin verso l’astensione mentre i fondi sostengono Nagel
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Termina oggi la prima fase della corsa all’assemblea di Mediobanca, fissata per il 21 agosto, dove si deciderà il destino dell’offerta pubblica di scambio (Ops) da 6,3 miliardi su Banca Generali. Gli azionisti hanno tempo fino a questa sera per registrare le proprie quote, condizione necessaria per partecipare al voto – compreso quello di astensione, che equivale a un rifiuto. Tra questi, Delfin – il veicolo della famiglia Del Vecchio – sembra orientato a non schierarsi, una posizione che, se confermata, peserebbe come un voto contrario.
Intanto, mentre i fondi istituzionali appaiono favorevoli all’operazione, sostenendo l’amministratore delegato Alberto Nagel, il proxy advisor Pirc ha seguito l’indicazione di Iss, suggerendo agli investitori di approvare l’Ops. L’obiettivo dichiarato è la creazione di un polo nel wealth management, ma è altrettanto evidente che Mediobanca cerchi di ridurre l’esposizione a un’eventuale offerta concorrente da parte di Generali, che controlla Banca Generali con una quota del 9,9%.




