Jude Law domina il Lido con il suo Putin e un bianco accecante sul red carpet

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre un bianco folgorante, scelto da Cate Blanchett ma giudicato dagli addetti ai lavori non all’altezza del suo solito stino, accecava il tappeto rosso, è stato Jude Law a conquistare davvero la quinta giornata della Mostra del Cinema di Venezia. L’attore, che a 52 anni sfoggia una barba curata che incornicia un volto ancora sorprendentemente sbarazzino, è tornato al Lido per presentare “Il mago del Cremlino” di Olivier Assayas, film in cui interpreta un Vladimir Putin da brividi, riuscendo nell’ardua impresa di somigliargli in modo impressionante senza scadere in una semplice imitazione.

Il film, che segna il ritorno alla regia di Assayas dopo diverso tempo, trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli e si configura come un’opera profondamente politica e di notevole spessore cinematografico. La pellicola, già indicata da molti osservatori come una delle favorite per la conquista del Leone d’Oro, indaga le metamorfosi di una nazione e le oscure dinamiche di un potere sempre più assoluto, descrivendo con precisione la maledizione di una politica trasformata in arma per raggirare, intimidire e opprimere.

Al centro della narrazione, che il regista francese ha saputo rendere con grande efficacia, vi è la figura metaforica di Vadim Baranov, un intellettuale descritto come un poeta fra i lupi, un acrobata e, appunto, un mago. Il personaggio, di invenzione ma ispirato alla figura reale di Vladislav Surkov – assistente e consigliere personale del presidente russo dal 2013 al 2020 –, diviene la lente attraverso cui osservare i meccanismi culturali fondanti di un regime, dove il Cremlino stesso si trasforma in un perverso set di reality.

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