Cacciari contro Giuli: la polemica sull’egemonia culturale e il cinema italiano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La discussione sull’egemonia culturale della sinistra, riaccesa dalle parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli durante un’iniziativa di Fratelli d’Italia, ha scatenato una replica secca del filosofo Massimo Cacciari. Intervenuto su La7, Cacciari ha bollato come "balla infondata" l’idea che la sinistra abbia perso il suo ruolo intellettuale per affidarsi a comici e influencer. "Giuli e la destra la smettano con questa narrazione", ha detto, senza mezzi termini.
La polemica, che affonda le radici in un più ampio dibattito sul cinema italiano e i finanziamenti pubblici, si è inasprita dopo le critiche dell’attore Elio Germano e le frecciate ironiche della comica Geppi Cucciari. Giuli, rispondendo alle accuse, aveva sostenuto che la sinistra, una volta ricca di pensatori, oggi si ridurrebbe a "giullari" attratti dal "denaro del Principe". Un riferimento non troppo velato al sistema di sovvenzioni statali che, secondo la destra, andrebbe rivisto.
Il nodo centrale, al di là delle provocazioni, resta il meccanismo dei fondi pubblici al cinema, che negli anni ha sostenuto pellicole di valore ma anche opere mai arrivate nelle sale. Se da un lato è innegabile che il sostegno statale – comune anche in altri Paesi europei – abbia permesso la produzione di film culturalmente rilevanti, dall’altro c’è chi contesta una gestione poco trasparente, con risorse distribuite senza criteri stringenti.
Mentre la politica discute, la cronaca nera internazionale riporta l’attenzione su Tripoli, dove l’uccisione di Abdel Ghani Al-Kikli, capo di una delle milizie più influenti della Libia, ha riacceso tensioni mai sopite dalla caduta di Gheddafi. Le circostanze dell’omicidio, avvenuto lunedì 12 maggio, rimangono ancora da chiarire, ma l’episodio rischia di aggravare ulteriormente l’instabilità di un Paese diviso da anni di conflitti.




