Tavolo a Mantova, proroga Inps e il libro che spiega la svolta: la riforma sulla disabilità entra nel vivo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È un ingranaggio complesso, fatto di normative che si intrecciano e di scadenze che, a volte, richiedono un passo indietro per consentire a tutti di mettersi in pari. In questo contesto, la macchina organizzativa della riforma sulla disabilità comincia a muovere i suoi primi, decisivi ingranaggi sul territorio. A Mantova, l’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) della Val Padana ha dato il via ufficiale ai lavori del Tavolo di coordinamento territoriale, un organismo nato in ottemperanza al decreto legislativo 62/2024 con un obiettivo preciso: garantire una governance stabile e multidisciplinare. Non si tratta, quindi, di un semplice incontro burocratico, bensì di un luogo fisico e concettuale dove far convergere istituzioni, enti locali, il mondo della sanità e quello della scuola, il Terzo Settore, l’INPS e l’INAIL, tutti chiamati a sedere attorno allo stesso tavolo per superare la frammentazione degli interventi.

La finestra temporale per le vecchie procedure

Mentre a Mantova si gettano le basi per il nuovo sistema di governance, sul fronte delle procedure amministrative interviene una proroga che, sebbene tecnica, ha un impatto diretto sulla vita dei cittadini. Con il messaggio numero 990 dello scorso 20 marzo, l’INPS ha infatti riaperto i termini per la presentazione delle domande di invalidità civile secondo la cosiddetta “vecchia procedura”. Una riapertura, questa, che sarà valida fino al 31 marzo 2026 e che rappresenta un’ancora di salvezza per tutti quei soggetti – residenti o domiciliati in una delle quaranta province interessate dall’articolo 7 del decreto-legge in questione – che rischiavano di rimanere impigliati nel passaggio normativo. Si tratta di un’estensione temporale voluta per scongiurare il rischio di esclusioni involontarie, consentendo agli utenti di completare l’iter iniziato prima dell’entrata a regime delle nuove disposizioni.

Un libro per orientarsi nella complessità

Se la parte burocratica segue i suoi tempi scanditi da circolari e decreti, l’aspetto culturale della riforma procede su un binario parallelo, fatto di divulgazione e formazione. Ad Aosta, la Libreria Briviodue di piazza Chanoux ospiterà giovedì 26 marzo alle 17 un appuntamento che punta proprio a decifrare la complessità della nuova disciplina. Al centro dell’incontro, la presentazione del volume “Progetto di vita – Domande e risposte”, una guida pratica firmata da Francesca Palmas e Marco Espa che si pone l’obiettivo di offrire strumenti concreti non solo agli addetti ai lavori – operatori e amministratori – ma anche ai cittadini e alle famiglie. L’opera, presentata in quello che è considerato il salotto culturale della città, intende accompagnare il lettore in un passaggio considerato cruciale: il superamento di un approccio meramente assistenzialistico in favore di una costruzione condivisa del progetto di vita della persona, un percorso che mira a contrastare ogni forma di segregazione attraverso la co-progettazione.

Dal libro al seminario, il confronto si fa concreto

La riflessione sul nuovo paradigma non si esaurisce con la sola presentazione del libro. Il giorno successivo, venerdì 27 marzo, il confronto si sposterà su un piano più istituzionale e operativo con un seminario promosso dalla Regione. Il Titolo del convegno, “Riforma in materia di disabilità: principi, diritti e progettazione personalizzata nei percorsi di vita”, lascia intuire l’approfondimento che verrà riservato ai temi giuridici e applicativi. Si tratta di due appuntamenti distinti ma complementari: il primo più orientato alla divulgazione pratica, il secondo pensato per analizzare l’architettura dei diritti e le modalità attraverso cui i principi della riforma si traducono in percorsi di vita personalizzati, consolidando così quel dialogo tra istituzioni e società civile che rappresenta il filo conduttore di questa fase di attuazione.

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