McKennie arretrato e Sarr in crescita: come Spalletti ha ricostruito il centrocampo della Juventus senza Locatelli

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Due vittorie consecutive, cinque gol rifilati al NEC in Europa League e due all'Atalanta in campionato, per archiviare il clamoroso ko di Sassuolo e presentarsi alla sosta per le Nazionali con un umore diverso. La Juventus di Luciano Spalletti ha ritrovato equilibrio e risultati, ma il dato che emerge dalle ultime uscite riguarda soprattutto la zona nevralgica del campo: la mediana bianconera, orfana di Manuel Locatelli, ha cambiato volto e gerarchie, trasformando un'emergenza annunciata in una soluzione tattica in grado di offrire nuove alternative.

L'infortunio di Locatelli, operato al menisco esterno del ginocchio destro dopo la distorsione rimediata contro il Milan, aveva lasciato un vuoto pesante. Il centrocampista e capitano della Juventus ha riportato una lesione che lo terrà lontano dai campi per diversi mesi, con un rientro previsto non prima dell'inizio del 2027. A questo si erano aggiunte le assenze di Khephren Thuram e Kenan Yildiz, complicando non poco i piani di Spalletti in una fase delicata della stagione.

L'allenatore si è trovato così a dover ridisegnare la linea mediana, individuando in Weston McKennie e Pape Sarr le pedine su cui costruire un nuovo assetto.

La mossa più significativa è arrivata nel primo tempo della sfida contro l'Atalanta, quando Spalletti ha arretrato Weston McKennie di qualche metro. L'americano, che spesso aveva ricoperto il ruolo di trequartista, è stato posizionato come mediano a due davanti alla difesa, accanto a Douglas Luiz. Ne è nato un ibrido tra il 4-2-3-1 e il 3-4-2-1, con Nico Gonzalez e Celik larghi sulle fasce e McKennie centrocampista puro.

Una soluzione che ha permesso all'allenatore di far coesistere giocatori offensivi come Alajbegovic e Conceiçao senza sacrificare la solidità della mediana.

Se McKennie ha garantito dinamismo e sostanza, Pape Sarr ha aggiunto freschezza e fisicità. Il senegalese, arrivato a Torino nelle ultime ore del mercato estivo, era partito da titolare contro il NEC senza brillare particolarmente. Contro l'Atalanta, però, il suo ingresso all'intervallo al posto di Alajbegovic si è rivelato decisivo: Sarr ha dato il piglio giusto al centrocampo, facendosi sentire in mezzo al campo e andando vicino al gol con un tiro da fuori area respinto da Carnesecchi.

Una prestazione in netta crescita che ha convinto Spalletti, il quale in conferenza stampa ha spiegato che il ragazzo è «interessante» ma necessitava di minutaggio dopo aver giocato l'intera partita contro gli olandesi.

In questo quadro in continua evoluzione, l'unico punto fermo della mediana bianconera è Douglas Luiz. Il brasiliano, considerando come McKennie preferisca giocare più avanti e come Sarr sia ancora in fase di adattamento, rappresenta la certezza su cui Spalletti costruisce le sue soluzioni. L'arretramento dello statunitense, infatti, presuppone lo schieramento contemporaneo di Nico Gonzalez, Conceiçao e Alajbegovic più una punta, un assetto che solo con un regista come Douglas Luiz davanti alla difesa può reggere l'urto.

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