Juventus, il mercato delle occasioni e i conti in ordine: Woltemade e Sarr per Spalletti, ma c'è un'eredità pesante

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La finestra estiva sul calciomercato si è chiusa da poco e la Juventus, come sempre, è stata una delle protagoniste indiscusse della sessione. Se da un lato si sono susseguiti diversi colpi di scena, dall'altro la sensazione è quella di una dirigenza che ha dovuto fare i conti con un passato ingombrante e con i paletti imposti dal fair play finanziario.

Il risultato di queste settimane di trattative, concretizzatesi soprattutto nelle ultime ore, è una rosa che presenta qualche alternativa in più rispetto alla scorsa stagione, ma che conserva ancora alcune lacune e, soprattutto, tanti punti interrogativi sul rendimento futuro. L'arrivo di Luciano Spalletti in panchina, dopo il rinnovo del contratto fino al 2028, è stato il primo grande mattoni su cui costruire il progetto, ma la campagna acquisti ha seguito una linea ben precisa dettata dalle disponibilità economiche.

Il colpo di scena della plusvalenza: Muharemovic salva il mercato

La vera operazione da cui è scaturita gran parte della linfa vitale per il mercato estivo dei bianconeri ha un nome e un cognome, ma curiosamente non è mai sceso in campo con la maglia della Juve in questa sessione. Si tratta di Tarik Muharemovic, il difensore bosniaco cresciuto nel vivaio juventino e ceduto al Sassuolo nell'estate del 2024. La dirigenza della Continassa, allora, ebbe l'accortezza di inserire una clausola sulla futura rivendita pari al 50%.

Questa scelta si è rivelata provvidenziale quando il Sassuolo, dopo un'ottima stagione, ha ceduto il giocatore al Leeds United per una cifra complessiva di circa 40 milioni di euro. L'incasso per la Juventus è stato di 17,4 milioni di euro netti, una plusvalenza a sorpresa che ha permesso a Giovanni Carnevali e Ricky Massara di avere subito risorse fresche da reinvestire senza gravare ulteriormente sul bilancio. Senza questo introito, la campagna acquisti della Juve sarebbe stata con ogni probabilità molto più compassata.

Gli arrivi: Woltemade e Sarr per completare i reparti

Le risorse generate dalla cessione di Muharemovic sono state in parte immediatamente utilizzate per portare a termine due operazioni last minute che vanno a coprire due ruoli chiave per mister Spalletti. Il primo è Nick Woltemade, attaccante tedesco classe 2002 prelevato in prestito oneroso dal Newcastle per una cifra di 2,8 milioni di euro, più 0,8 milioni di oneri accessori; il corrispettivo può aumentare di ulteriori 500.000 euro al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi.

Woltemade, che arriva per sostituire Jonathan David – ceduto in prestito all'Atlético Madrid –, è un centravanti fisico e strutturato, esattamente il profilo che Spalletti aveva richiesto per dare peso all'attacco. Nelle ultime due stagioni tra Stoccarda e Newcastle, il tedesco ha mostrato di saper fare a sportellate con i difensori e di attaccare la profondità; in particolare la sua annata in Bundesliga, chiusa con 18 gol in 36 presenze, aveva attirato su di lui l'attenzione della Premier League. Ora il giocatore è chiamato al riscatto dopo un'annata inglese al di sotto delle aspettative.

Il secondo innesto di rilievo è Pape Matar Sarr, centrocampista senegalese proveniente dal Tottenham. Anche questa operazione è stata condotta con la formula del prestito oneroso, costato alla Juventus 2,5 milioni di euro e un contratto da 3 milioni netti per il giocatore, che al lordo peserà sul bilancio per circa 5,5 milioni. Complessivamente, l'impatto economico per questa stagione si aggira attorno agli 8,3 milioni.

Alla fine del prestito, la Juve si è riservata il diritto di riscatto per un corrispettivo di 27,5 milioni, pagabili in tre esercizi; una cifra che potrebbe diventare un obbligo al verificarsi di determinate condizioni sportive. Sarr, classe 2002, è un centrocampista muscolare, capace di ribaltare velocemente l'azione da difensiva a offensiva, caratteristiche che Spalletti considera fondamentali, specialmente in considerazione delle non perfette condizioni fisiche di Khephren Thuram.

Giocatore dinamico e con esperienza in Premier League, ha già vinto l'Europa League con gli Spurs ed è un punto fermo della Nazionale senegalese, con cui ha conquistato la Coppa d'Africa.

Un mercato di sfoltimento e tanti prestiti

Oltre agli arrivi, la Juventus ha dovuto dedicare molte energie allo sfoltimento di una rosa che si era ingrossata negli anni precedenti. La cessione a titolo definitivo più importante, se così si può definire, è stata quella di Mattia Perin al Palermo, che ha portato solo 500.000 euro nelle casse. Per il resto, la strategia adottata dalla dirigenza è stata quella del prestito, spesso senza obbligo di riscatto, per alleggerire il monte ingaggi.

Hanno salutato Torino in questa maniera i giovani Vasilije Adžić (direzione Sassuolo) e Fabio Miretti (approdato al Beşiktaş), così come Loïs Openda (Lione), Michele Di Gregorio (Bournemouth) e lo stesso Jonathan David, andato a rafforzare l'attacco dell'Atlético Madrid. Sono invece usciti a parametro zero, al termine del loro contratto, Dušan Vlahović e Filip Kostić.

Nonostante queste operazioni, la rosa resta ancora folta, tanto che secondo le ultime indiscrezioni rimangono in bilico le posizioni di Federico Gatti, Daniele Rugani, Juan Cabal, Edon Zhegrova e Arkadiusz Milik, le cui eventuali partenze dipendono ancora dai mercati esteri ancora aperti in Paesi come Turchia, Portogallo, Arabia Saudita e Svizzera.

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