Ondata di caldo da record, 20 giorni di afa: tregua prevista dal 17 agosto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non accennano a diminuire le temperature su gran parte del territorio italiano e, stando alle ultime proiezioni dei modelli meteorologici, la quarta ondata di calore stagionale potrebbe rivelarsi la più lunga dell'intera estate. L'afa che sta colpendo il Paese, iniziata il 29 luglio scorso, sembra destinata a proseguire senza sosta almeno fino al 17 agosto, totalizzando così venti giorni consecutivi di caldo intenso e temperature ampiamente al di sopra delle medie del periodo.

Un'eccezionale persistenza, questa, che sta mettendo a dura prova la resistenza fisica della popolazione e che ha già portato il numero di città da bollino rosso a toccare quota 19 soltanto nella giornata di oggi, 12 agosto.

Venti giorni consecutivi di afa e temperature sopra la media

L'ondata di calore in corso, la quarta dell'estate 2026, si contraddistingue per la sua straordinaria durata: complessivamente, si parla di un periodo di caldo estremo che potrebbe estendersi per venti giorni filati, dal 29 luglio al 17 agosto. Un intervallo temporale così prolungato, durante il quale i termometri hanno spesso segnato valori compresi tra i 7 e gli 8 gradi al di sopra delle normali soglie stagionali, rappresenta un evento meteorologico di notevole rilevanza.

Le proiezioni attuali indicano che il culmine di questa fase di calura potrebbe accompagnare il Paese fino alla settimana di Ferragosto, con una prima e graduale attenuazione delle temperature che potrebbe manifestarsi proprio a ridosso del 17 agosto, quando si intravede finalmente l'arrivo di aria più fresca.

Il bollino rosso nelle città italiane e la situazione per Ferragosto

La mappa del caldo in Italia, tracciata quotidianamente dal ministero della Salute, evidenzia una situazione di criticità diffusa: oggi sono ben 19 i capoluoghi di provincia che hanno attivato il bollino rosso, il livello di allerta massimo che segnala condizioni di caldo estremo con possibili effetti negativi sulla salute dei cittadini, in particolare delle fasce più vulnerabili come anziani e bambini. Questo dato, di per sé già significativo, rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi giorni, con il numero di città da bollino rosso destinato a salire a 20 a partire da domani.

In vista del ponte di Ferragosto, le raccomandazioni delle autorità sanitarie si fanno più serrate, invitando la popolazione a evitare le ore più calde della giornata e a mantenersi adeguatamente idratati.

Record mondiale per gli oceani: i dati della NOAA

Non solo l'Italia e il bacino del Mediterraneo, che già da settimane registra temperature anomale, ma l'intero pianeta sta facendo i conti con un riscaldamento senza precedenti. Secondo i dati diffusi dall'agenzia statunitense NOAA, la National Oceanic and Atmospheric Administration, la temperatura media superficiale di mari e oceani a livello globale ha raggiunto il 5 agosto scorso i 21,2 gradi Celsius. Si tratta di un nuovo record giornaliero assoluto da quando l'ente americano ha iniziato le sue rilevazioni storiche nel lontano settembre del 1981.

La serie di dati, monitorata e analizzata da Servimedia, prende in considerazione la temperatura media giornaliera della superficie marina compresa tra le latitudini 60°S e 60°N, coprendo così l'intero globo terrestre con l'esclusione delle aree della Groenlandia, dell'Antartide e delle zone più settentrionali del continente americano, europeo e asiatico.

Un fenomeno globale che preoccupa gli esperti

Questo nuovo primato, che arriva a pochi giorni dall'inizio di un'altra settimana caratterizzata da caldo estremo sull'Europa meridionale, conferma una tendenza ormai consolidata degli ultimi anni, durante i quali i record di temperatura, sia atmosferici che marini, sono stati battuti con una frequenza allarmante.

L'incremento termico degli oceani è un fattore critico, poiché le acque più calde non solo influenzano i regimi meteorologici e la formazione di fenomeni estremi come uragani e tempeste, ma giocano anche un ruolo fondamentale nell'alterazione degli ecosistemi marini, dalla barriera corallina alla migrazione delle specie ittiche. Gli esperti della NOAA continuano a monitorare con attenzione l'evoluzione di questi dati, che rappresentano un campanello d'allarme sul progressivo riscaldamento del sistema climatico globale.

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