La Consulta blocca il terzo mandato, governo diviso e governatori in bilico
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Redazione Interno
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La sentenza della Corte costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la legge campana sul terzo mandato per i governatori, ha scosso non solo Vincenzo De Luca ma anche i colleghi leghisti Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, ora costretti a rivedere le proprie ambizioni. Quella che doveva essere una corsa senza ostacoli verso la riconferma si è trasformata in un terreno minato, con la maggioranza di governo spaccata e gli alleati pronti a contendersi poltrone che sembravano già assegnate.
De Luca, che aveva preparato un piano in ventuno punti per garantirsi un nuovo mandato, ha reagito con una nota scritta a mano, ironizzando sull’"Alta, anzi Altissima Corte", mentre i suoi avversari politici si affrettano a ridisegnare gli equilibri in Campania. Il governatore, isolato nel suo ufficio a palazzo Santa Lucia, sta già lavorando per influenzare la successione, tentando di dividere Pd e M5s sulla candidatura di Roberto Fico e spingendo invece per l’ex generale dei Carabinieri Sergio Costa. Una mossa calcolata, che rischia di inasprire le tensioni tra i partiti.
Intanto, mentre la politica si interroga sulle ripercussioni della sentenza, un’altra emergenza si affaccia all’orizzonte: quella dell’estremismo tra i minorenni. Lucio Pifferi, capo dell’Antiterrorismo, ha lanciato l’allarme sul ruolo delle piattaforme di gaming nella radicalizzazione dei giovani, rivelando che un terzo degli indagati negli ultimi anni aveva meno di 18 anni. Un fenomeno che, sebbene meno visibile delle battaglie per le poltrone, rappresenta una minaccia concreta e crescente.




