Toh, chi si rivede! Verdone e Da Vinci, incontro dopo 40 anni da "Troppo forte"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quarant’anni sono tanti, eppure quel cinema lì, quello popolare e un po’ sgangherato della Roma anni Ottanta, sembra non aver perso un colpo. Carlo Verdone e Sal Da Vinci, ospiti nella stessa sera da Fabio Fazio a Che tempo che fa, si sono ritrovati sul palco del Nove per un abbraccio che profuma di vintage e di una certa romanità di borgata, quella che avevano condiviso sul set di Troppo forte, il film del 1986. Il primo, Verdone, reduce dall’uscita del suo nuovo lavoro, Scuola di seduzione, previsto per il primo aprile, e fresco vincitore – per così dire – di un record simpatico: tutti quelli che incontra, scherza lui, poi vincono Sanremo. Il secondo, Sal Da Vinci, è il trionfatore dell’ultimo Festival, quello del 2026, con quel Per sempre sì che ormai canticchiano pure i muri.
«È dal 1985 che non ci vedevamo», ha detto Verdone con quel tono un po' malinconico che sa essere anche ironico, riferendosi alle riprese del film in cui l'attore romano dirigeva Alberto Sordi e in cui il giovane Da Vinci, all'epoca poco più di un ragazzo, aveva una particina. Sul profilo social del programma, Fazio aveva annunciato la puntata con un gioco di parole sul ritornello del brano vincitore: «Domenica per noi è “per sempre sì”». E in effetti, quella che poteva sembrare una semplice coincidenza di calendario si è trasformata in una piccola reunion generazionale, con l'attore che, con la consueta autoironia, ha rivendicato il merito di essere una specie di talismano vivente: dopo Lucio Corsi, ecco un altro cantante da lui "toccato" – metaforicamente, s'intende – che porta a casa la vittoria all'Ariston.
Sal Da Vinci, dal canto suo, ha incassato il complimento e si è lasciato andare a qualche confidenza sul momento d'oro che sta vivendo, lui che di anni di gavetta ne ha sulle spalle parecchi. Perché se è vero che Per sempre sì è esplosa come un fuoco d'artificio in questa edizione del Festival, è altrettanto vero che la carriera del cantante napoletano è fatta di teatro, di sceneggiate, di quella tradizione musicale partenopea che non ha mai smesso di coltivare. E Fazio, da par suo, lo ha presentato come un «fenomeno internazionale», e forse non è solo una frase fatta, considerato che il brano volerà a Vienna per l'Eurovision Song Contest, in programma nella capitale austriaca per la prossima primavera.




