Maltempo in Abruzzo, il fiume Pescara esonda e scattano le evacuazioni a Spoltore e Chieti
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Redazione Interno
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La furia dell’acqua, che da ore non dà tregua a gran parte della regione, ha trovato una delle sue espressioni più preoccupanti nel capoluogo adriatico. Il fiume Pescara, il cui livello è costantemente monitorato dai tecnici della protezione civile, è infatti esondato in più punti, allagando le aree di golena e diversi parcheggi pubblici che si trovano nelle vicinanze del suo corso. Una situazione, questa, che ha costretto le autorità locali ad attivare tutte le procedure d’emergenza previste per eventi idraulici di questa portata; tra le prime misure adottate, la chiusura al traffico della pista ciclabile – già transennata dalla mattinata – e l’allontanamento di tutti i veicoli in sosta nelle zone golenali, dove l’innalzamento repentino dell’acqua ha lasciato ben poco spazio ai tentativi di messa in sicurezza.
Le evacuazioni cautelative tra Santa Teresa, Spoltore e Chieti
A destare maggiore apprensione, però, sono le evacuazioni disposte nei centri limitrofi. Il comune di Spoltore, in una nota diffusa ai cittadini, ha comunicato che “a causa della situazione emergenziale a Santa Teresa, è stata disposta l’evacuazione cautelativa delle abitazioni situate in via Arno e via Mincio”. La stessa fonte ha aggiunto che via Arno è stata temporaneamente chiusa al traffico veicolare, per permettere agli operatori del soccorso di lavorare senza interferenze e portare a termine le operazioni di messa in sicurezza delle persone e degli immobili coinvolti. Non molto distante, anche nel territorio di Chieti, si sono rese necessarie analoghe misure di sgombero preventivo: un segnale, quest’ultimo, di quanto l’ondata di maltempo stia impattando su un’area vasta, dove la conformazione idrogeologica del terreno e la saturazione dei suoli hanno amplificato gli effetti delle piogge persistenti.
Interventi h24 a Pescara, disagi idrici e rottura di un adduttrice
Nel frattempo, nella città di Pescara, la macchina dei soccorsi non si è mai fermata. Il Centro operativo comunale, aperto fin dal pomeriggio di martedì, ha già evaso tutte le richieste pervenute dai residenti riguardanti le strade allagate – tra le più critiche via Tavo e via Cigno – dimostrando una capacità di reazione che ha evitato il peggio in alcune zone residenziali. Tuttavia, non mancano le criticità collaterali: i quartieri collinari e l’area di Montesilvano sono rimasti senz’acqua a causa della rottura di una condotta adduttrice, un guasto che ha aggravato il disagio per centinaia di famiglie già provate dall’emergenza idraulica. Le attività commerciali situate nelle zone golenali, invece, risultano allagate, mentre l’asse attrezzato – arteria fondamentale per la viabilità locale – è in preda al caos, con code e rallentamenti che si susseguono da ore.
Il centro coordinamento soccorsi in prefettura e lo sversamento controllato della diga
A tenere le fila degli interventi è il Centro di Coordinamento Soccorsi (C.C.S.), istituito presso la prefettura di Pescara a partire dalle ore 22.00 del 31 marzo 2026. Questa struttura, attivata per la valutazione complessiva di un’allerta che la protezione civile regionale aveva già diramato in ambito meteorologico, idraulico, idrogeologico e valanghivo, lavora senza sosta per coordinare le forze in campo e garantire una risposta tempestiva alle richieste che continuano ad arrivare dai comuni colpiti. Un dato tecnico di rilievo, infine, giunge dalla diga di Alanno: i gestori dell’impianto hanno comunicato che proseguono in maniera controllata le operazioni di sversamento, una manovra necessaria per alleggerire la pressione sulla struttura a monte ed evitare conseguenze peggiori lungo il corso del fiume. Il quadro, insomma, resta pesantemente compromesso, e gli occhi di tutti restano puntati sull’evoluzione del livello idrometrico nelle prossime ore.




