Maltempo Pescara, esonda il fiume e scatta l’emergenza: oltre cento interventi e trecento evacuati
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Quando la pioggia smette di essere un semplice fastidio stagionale per trasformarsi in una minaccia concreta per la sicurezza pubblica, le sale operative dei vigili del fuoco cominciano a tintinnare senza sosta. Nel pescarese, dove le avverse condizioni meteorologiche insistono da giorni senza dare tregua, il bilancio provvisorio parla di oltre cento richieste di soccorso già pervenute al Comando Provinciale. Un numero, quest’ultimo, destinato verosimilmente a crescere nelle ore successive, considerata la persistenza delle precipitazioni e la conseguente saturazione del terreno. Per far fronte a un carico di lavoro tanto straordinario, si è reso necessario – come si legge in una nota ufficiale – “reintegrare l’organico del personale operativo”, richiamando o trattenendo in servizio chiunque potesse offrire un contributo utile a gestire le numerose segnalazioni di pericolo.
Esondazione e chiusura della golena sud
Il nodo critico della situazione, va detto, rimane il fiume Pescara. Le sue acque, gonfiate oltre misura, hanno rotto gli argini in più punti, e a nulla sono valse le precauzioni adottate nelle settimane precedenti. La Protezione civile comunale, in particolare, ha disposto la chiusura della cosiddetta “porta” sulla golena sud, quel varcio situato tra l’Auditorium Petruzzi e il Caffè Letterario, allo scopo di mettere in sicurezza un’area particolarmente esposta. Un intervento tecnico, quest’ultimo, che ha però riacceso il dibattito politico locale. Il consigliere comunale Massimiliano Pignoli, prendendo la parola per replicare alle critiche sollevate dalla lista “Pettinari Sindaco”, ha parlato apertamente di “polemiche sterili e critiche sul nulla”, difendendo la scelta operativa come l’unica possibile in un contesto di emergenza dove i margini di manovra, di fatto, si assottigliano ora dopo ora.
Trecento evacuati a Spoltore
Più a valle, nella frazione di Santa Teresa a Spoltore, l’esondazione ha assunto i contorni di una vera e propria evacuazione di massa. Ottanta famiglie, per un totale stimato di circa trecento persone, hanno dovuto abbandonare in fretta le proprie abitazioni. La decisione è scattata nella mattinata, quando i tecnici si sono accorti che il corso d’acqua – in quella specifica porzione di territorio pericolosamente vicino agli edifici – stava ormai tracimando senza possibilità di essere arginato. I gommoni sono stati messi in acqua tra i palazzi, mentre il Comune di Spoltore provvedeva ad allestire un punto di accoglienza presso la palestra di una scuola locale, attrezzato anche per garantire un eventuale pernottamento agli sfollati.
Lo sguardo dall’alto e il soccorso in corso
Le immagini riprese dall’elicottero Drago 155 dei vigili del fuoco offrono una prospettiva impietosa dell’accaduto. Dal fianco della macchina volante, si osserva la tracimazione del fiume lungo un fronte che va dalla chiusa di Popoli fino alla foce, passando per aree dove l’acqua ha invaso campi, strade e cortili. Un quadro, questo, che restituisce la portata di un’ondata di maltempo che ha colpito duramente il Centro-Sud. Le squadre di soccorso, nel frattempo, proseguono senza sosta il loro lavoro: si contano allagamenti diffusi, smottamenti che hanno isolato alcune frazioni e danni materiali ancora da quantificare compiutamente. Di certo, l’attenzione rimane tutta concentrata sulla messa in sicurezza delle persone, mentre l’acqua lentamente – si spera – comincerà a ritirarsi.




