Borsa, Milano apre fiacca ma volano Nexi e Stm sull’onda di possibili maxi offerte

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non c’è stata nemmeno l’illusione di un avvio brillante, questa mattina, per Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha segnato un -0,01% attestandosi a 48.036 punti, un saldo che profuma di sostanziale stagnazione se letto in superficie. Eppure, come spesso accade nei listini finanziari, è proprio nelle pieghe di una partenza fiacca che si annidano i movimenti più interessanti – quelli capaci di raccontare, attraverso singole performance, un sentiment ben diverso dalla piatta uniformità dell’indice principale. A fornire la scossa, in questa seduta del 29 aprile 2026, ci pensano due protagonisti assoluti: Nexi e Stmicroelectronics. Il gruppo attivo nel settore dei pagamenti digitali, in particolare, scambia con una performance decisamente positiva del 6,95%, uno slancio che gli analisti, nell’analisi su base settimanale, non esitano a definire come una trendline rialzista tanto più pronunciata quanto lo stesso andamento del Ftse Mib. Detto altrimenti: il mercato manifesta un’appetibilità verso il titolo Nexi che appare del tutto fuori scala rispetto alla media, al punto che lo scenario di breve rileva una decisa salita con obiettivo individuato a 4,176 euro.

L’effetto Cvc Capital e i 9 miliardi sul tavolo per Nexi

A spingere le azioni del gruppo dei pagamenti – e a giustificare un entusiasmo che, di per sé, non nascerebbe dal nulla – è la notizia, riportata dal Financial Times già il 28 aprile, secondo cui la società di private equity Cvc Capital starebbe valutando un’offerta da 9 miliardi di euro per l’intero gruppo italiano. Una cifra monstre, certo, ma che va letta nel contesto di un’operazione ancora in fase di studio; nessuna comunicazione ufficiale è stata depositata, e gli addetti ai lavori si muovono con il consueto riserbo che accompagna le manovre di questo tipo. Tuttavia, la reazione del mercato è stata immediata e inequivocabile: chi compra Nexi, in queste ore, scommette sulla concretezza di quella valutazione e sulla possibilità che si apra una partita industriale destinata a ridisegnare il perimetro dei pagamenti digitali in Italia e non solo. Non va dimenticato, a questo proposito, che Nexi rappresenta una delle realtà strutturalmente più rilevanti del comparto, il che rende credibile l’interesse di un gigante del private equity come Cvc.

Il cracking di Brindisi, Eni e il ministro Urso: la partita nascosta

Mentre i riflettori si accendono su Nexi, un’altra vicenda – meno appariscente ai fini dell’andamento del listino ma altrettanto densa di implicazioni – si consuma intorno a Eni. Il colosso energetico ha comunicato al ministro delle Imprese, Adolfo Urso, di aver incaricato un advisor per individuare un soggetto industriale interessato all’acquisizione dell’impianto di cracking di Brindisi. Secondo quanto appreso da fonti vicine alla trattativa, la scelta sarebbe caduta su JP Morgan, il colosso statunitense della consulenza finanziaria. La mossa, in apparenza tecnica, rivela una strategia chiara: dismettere un asset ritenuto non più centrale nel nuovo corso energetico del gruppo, ma senza farlo cadere in mani qualsiasi, anzi, cercando un partner industriale che ne garantisca continuità operativa e occupazionale. Il ministro Urso, dal canto suo, è stato messo al corrente del passo compiuto da Eni, un atto dovuto più che una semplice cortesia istituzionale, visto che l’impianto di cracking – dove si producono olefine di base – sorge in un’area ad alta densità industriale e con rilevanti ricadute in termini di lavoro e sicurezza.

Il resto del listino: Saipem accelera, Moncler arranca

Completano il quadro delle prime battute di seduta gli acquisti su Stm (+2,87%) e su Saipem (+1,77%), due titoli che beneficiano l’uno – nel caso del colosso dei semiconduttori – di una domanda strutturale ancora sostenuta, l’altro – per Saipem – di una rinnovata attenzione verso i servizi energetici. Sul fronte opposto, la maglia nera provvisoria va a Moncler (-0,82%), una flessione contenuta ma simbolicamente significativa per un titolo che spesso ha rappresentato l’eccellenza del lusso italiano in Borsa. Nessun ribasso particolarmente traumatico, per ora, e nessun segnale di panico tra gli investitori. La seduta è soltanto all’inizio, e il dato meno eclatante – quel -0,01% dell’indice generale – racconta forse la verità più autentica di questa giornata: molta attesa, poche certezze, ma singoli titoli che, come Nexi, provano a imporre la loro agenda al resto del mercato.

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