Moldova, il "No" in testa nel referendum sull'adesione all'UE
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Redazione Esteri
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In Moldova, il referendum sull'inserimento dell'obiettivo strategico dell'adesione all'Unione Europea nella Costituzione ha visto prevalere il "No" con il 58,09% dei voti, contro il 41,91% del "Sì". Questo dato, fornito dalla Commissione elettorale nazionale moldava, si basa sulle prime proiezioni relative a 456 sezioni su 2.219, per un totale di 143.655 voti scrutinati. La giornata elettorale, che ha visto i cittadini moldavi recarsi alle urne anche per le elezioni presidenziali, ha registrato una partecipazione ampia e sentita.
Il referendum, sebbene non vincolante, ha un forte valore simbolico e rappresenta una doccia fredda per la presidente europeista Maia Sandu, che oggi, domenica 20 agosto, si gioca la rielezione. Con il 70% delle schede scrutinate, il "No" si attesta al 55%, mentre Sandu guida la corsa alla presidenza con il 36% dei voti. La doppia chiamata alle urne ha coinvolto anche la comunità moldava residente in Italia, che ha partecipato attivamente al voto presso i seggi allestiti in diverse città, tra cui Terni.
In un contesto di grande partecipazione democratica, la Moldova si trova a un bivio cruciale per il suo futuro politico e istituzionale. La decisione di inserire l'adesione all'UE nella Costituzione è stata oggetto di un acceso dibattito, con posizioni fortemente polarizzate tra i sostenitori dell'integrazione europea e coloro che preferiscono mantenere una maggiore autonomia nazionale. La presidente Sandu, che ha fatto dell'europeismo uno dei pilastri della sua campagna elettorale, dovrà ora confrontarsi con un risultato che mette in discussione la sua visione politica.
Nel frattempo, la cronaca locale riporta episodi di violenza domestica che hanno scosso la comunità moldava. In particolare, un caso avvenuto a Chisinau ha visto una donna vittima di gravi maltrattamenti da parte del marito, un episodio che ha suscitato indignazione e richieste di interventi più incisivi da parte delle autorità.




