Federica Brignone operata dopo la caduta in Val di Fassa: "Rifarei tutto uguale"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La stagione più luminosa della carriera di Federica Brignone si è bruscamente interrotta con un incidente che ha riportato alla mente quanto lo sport invernale, anche nelle discipline apparentemente meno rischiose, possa riservare svolte drammatiche. Durante la seconda manche del gigante femminile ai Campionati italiani assoluti, disputati nella Ski Area Lusia in Val di Fassa, la sciatrice azzurra è caduta rovinosamente, riportando una frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla lesione del compartimento mediale del ginocchio.
Trasportata d’urgenza alla clinica La Madonnina di Milano, Brignone è stata sottoposta a un intervento chirurgico definito dall’equipe medica "perfettamente riuscito", necessario per la riduzione della frattura e la riparazione dei legamenti. Nonostante il trauma fisico ed emotivo, la 33enne ha già fatto trapelare la sua determinazione: "Affronterò una nuova sfida, rifarei tutto uguale", lasciando intendere che non intende arretrare di un passo.
Maria Rosa Quario, madre della sciatrice ed ex componente della celebre "valanga rosa", ha confessato il proprio sgomento: "Federica l’ho vista ieri sera all’uscita dalla sala operatoria, era un po’ dolorante, tanto tanto dispiaciuta. Non ci voleva veramente, in un momento così bello per lei dopo tutti i successi di questa stagione". Un contraccolpo inatteso, quello subito dalla Brignone, che fino a poche ore prima dominava le classifiche con sei vittorie in Coppa del Mondo e il secondo posto nella generale.
A ereditare il titolo tricolore è stata Ilaria Ghisalberti, sciatrice bergamasca che, pur esultando per il primo successo assoluto, ha dovuto fare i conti con l’ombra dell’infortunio della collega. "Avrebbe preferito vincerlo in una giornata diversa", si è detto, consapevole che un episodio del genere offusca persino le gioie più grandi.
Quello che colpisce, al di là della dinamica, è il paradosso della specialità: il gigante, considerato meno pericoloso rispetto a superG e discesa, è stato teatro di un infortunio che avrebbe avuto senso altrove. Un dettaglio che non sfugge a chi conosce la carriera della Brignone, abituata a sfidare limiti sempre più alti senza mai risparmiarsi.




