La cattura di Elia Del Grande, dopo tredici giorni di latitanza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è conclusa nella serata di mercoledì, con l’irruzione dei carabinieri in un’abitazione di via Matteotti a Cadrezzate, la fuggiasca di Elia Del Grande, il quale, dopo essere evaso dalla casa-lavoro di Castelfranco Emilia lo scorso 30 ottobre, era riuscito a rendersi irreperibile per tredici giorni. L’uomo, che oggi ha 49 anni, era stato collocato in quella struttura dal Tribunale di Varese dopo avere scontato venticinque anni di detenzione per un fatto di sangue che, per la sua efferatezza, segnò profondamente la provincia varesotta: l’omicidio dei genitori e del fratello, consumatosi nel gennaio del 1998 in quella che fu ribattezzata, dall’attività commerciale della famiglia, la Strage dei Fornai.

Il ritorno nei luoghi dell'eccidio

La sua cattura è avvenuta non lontano dalla stessa casa dove, ventisei anni fa, si consumò il triplice omicidio; una scelta, quella di fare ritorno ai luoghi d’origine, che appare quanto mai emblematica e che ha richiesto un notevole coordinamento tra il comando provinciale dei carabinieri di Varese, le unità di Modena e il Ros. Le indagini, stando a quanto dichiarato dai procuratori di Modena e Varese, Luca Masini e Antonello Gustapane, sono state notevolmente complicate dalla profonda familiarità che il fuggitivo possedeva con la geografia locale, la quale gli ha permesso di spostarsi con una certa disinvoltura, sfruttando la fitta vegetazione della zona compresa tra Ternate, Travedona Monate e Cadrezzate con Osmate.

Le difficoltà investigative e i possibili aiuti

Proprio i magistrati, in una nota congiunta, hanno sottolineato come la sua latitanza sia stata favorita dalla presenza di "soggetti che lo hanno aiutato", fornendogli un supporto senza il quale sarebbe stato probabilmente più complesso mantenersi nascosto per un periodo così lungo. Uno degli aspetti più singolari emersi durante le ricerche ha riguardato il suo mezzo di spostamento: un pedalò, utilizzato per muoversi attraverso i laghi e i corsi d’acqua che caratterizzano il territorio, eludendo così i più convenzionali posti di blocco su strada.

Un epilogo nella vecchia dimora

L’arresto, avvenuto senza resistenza, pone fine a un periodo di apprensione, riportando in carcere un individuo la cui pena, nonostante il periodo di semilibertà, non era ancora giunta a compimento. La vicenda giudiziaria di Del Grande, che aveva ottenuto una misura alternativa dopo una lunga detenzione, si riapre ora con nuove indagini volte ad accertare le responsabilità di chi ne avrebbe agevolato la fuga e a ricostruire nel dettaglio ogni suo movimento durante i giorni di libertà.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.