Malore per Banda nel finale di Napoli-Lecce, il giocatore portato all'ospedale Cardarelli: le condizioni e la paura di Conte
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Redazione Sport
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Il finale della partita del Maradona, quella vinta per due a uno dal Napoli contro il Lecce e che consegna agli azzurri tre punti pesanti in ottica Champions League, è stato improvvisamente e giustamente messo in secondo piano da quanto accaduto a pochi minuti dal novantesimo. Lameck Banda, l'attaccante zambiano della squadra salentina, si è accasciato al suolo in seguito a quello che a tutti è parso subito un malore, innescando attimi di autentico terrore tra i compagni, gli avversari e gli oltre ventimila spettatori presenti sugli spalti. L'episodio, sul quale sono state fatte chiarezza soltanto nelle ore successive, ha visto il primo e immediato intervento di Antonio Conte, il tecnico del Napoli, che si trovava sulla linea laterale a pochi metri dal punto in cui Banda è crollato; l'allenatore, come ha poi raccontato lui stesso, ha visto il giocatore portarsi le mani al petto e, temendo il peggio, si è precipitato in campo per richiamare con urgenza i soccorsi, un gesto istintivo che testimonia la gravità del momento percepita da tutti. Mentre lo staff medico delle due squadre entrava in azione, la partita si è fermata per diversi minuti, lunghissimi, durante i quali il silenzio ha avvolto lo stadio, rotto solo dagli applausi di incoraggiamento nel momento in cui Banda, ripresa conoscenza, è stato adagiato su una barella e poi trasportato all’ambulanza per essere condotto all’ospedale Cardarelli di Napoli.
La dinamica del malore e l'intervento tempestivo dei sanitari
A ricostruire con precisione la dinamica di quanto accaduto ci hanno pensato, a caldo, i cronisti presenti al Maradona e le dichiarazioni dei protagonisti. Il classe 2001, che era rientrato negli spogliatoi per la rifinitura e poi in campo per giocarsi i minuti finali, ha subito un forte contrasto di gioco che gli ha procurato una botta violenta all’addome, all’altezza del costato destro; un impatto che, seppur non diverso da tanti altri che si vedono in una partita di calcio, in questo caso ha avuto conseguenze preoccupanti. Il calciatore, come riferito dalle prime ricostruzioni, ha accuso un dolore intenso al petto e, probabilmente spaventato dalla sensazione di non riuscire a respirare bene, ha perso per qualche istante i sensi, accasciandosi sul terreno di gioco. Il team manager del Lecce, intervenuto ai microfoni di DAZN mentre la tensione era ancora altissima, ha fornito le prime rassicurazioni: il ragazzo era vigile e cosciente, e lo spavento, per quanto grande, sembrava destinato a rientrare. La decisione di trasportarlo comunque in ospedale è stata presa in via precauzionale, per sottoporlo a tutti gli accertamenti del caso e scongiurare qualsiasi rischio, considerata la dinamica del colpo e il conseguente malore. L’ambulanza, uscita dallo stadio a sirene spiegate, ha raggiunto in pochi minuti il pronto soccorso del Cardarelli, dove Banda è stato preso in carico dai medici per le valutazioni cliniche e strumentali, e dove, secondo quanto comunicato dalla società giallorossa, sarebbe rimasto in osservazione per tutta la notte.
Le parole di Di Francesco e il quadro clinico sotto osservazione
Al termine della partita, mentre i giornalisti attendevano aggiornamenti, in sala stampa è comparso un Eusebio Di Francesco visibilmente scosso ma determinato a fornire notizie confortanti. L’allenatore del Lecce ha spiegato che il giocatore, superato il momento di maggiore paura, stava bene e che il problema principale fosse stato proprio lo spavento per la botta ricevuta; una botta che, per sua stessa ammissione, nessuno in panchina aveva inizialmente notato, tanto che lo stesso Di Francesco ha dovuto affidarsi alle prime informazioni ricevute dallo staff medico. Il tecnico ha sottolineato come il colpo fosse arrivato sul lato destro del torace, lontano dal cuore, un dettaglio non secondario che ha contribuito a ridurre le preoccupazioni iniziali sull’ipotesi di un arresto cardiocircolatorio. L’elettrocardiogramma effettuato appena giunto in ospedale non avrebbe evidenziato criticità, un esito incoraggiante che lascia ben sperare per un rapido ritorno alla normalità. Banda, che secondo quanto riferito da più fonti sta per diventare padre, un elemento che rende ancora più delicato il quadro emotivo della situazione, è rimasto sempre cosciente durante le fasi del soccorso e del trasporto, un fattore che ha permesso ai medici di escludere complicazioni neurologiche immediate. La società Lecce, attraverso un breve comunicato ufficiale, ha confermato il ricovero e la volontà di tenere il giocatore sotto osservazione, un atto dovuto e prudenziale in casi del genere, dove una forte contusione toracica può avere conseguenze anche ritardate.
Il racconto di Conte e la notte di controlli al Cardarelli
Antonio Conte, nelle interviste post-gara, ha voluto soffermarsi a lungo sull’episodio, ammettendo di aver rivissuto situazioni analoghe già viste in passato in panchina e di essersi sinceramente preoccupato. Il tecnico salentino, che ha richiamato i soccorsi urlando prima ancora che l’arbitro potesse fermare il gioco, ha sottolineato come la priorità in quel frangente fosse esclusivamente la salute del ragazzo, al quale ha mandato un abbraccio personale e di tutta la squadra, aggiungendo un pensiero anche per la sua famiglia e per la nascita imminente del figlio. La partita, nel frattempo, era ripresa per gli ultimi istanti di recupero, ma l’attenzione di tutti era ormai altrove, concentrata sulle notizie che filtravano dal Cardarelli. I primi riscontri diagnostici, come detto, sono stati positivi e hanno escluso danni gravi, ma i protocolli medici impongono comunque un periodo di osservazione, specialmente dopo un trauma che ha causato una perdita di coscienza, seppur breve. Per Banda e per il Lecce, che si appresta ad affrontare un tour de force in campionato, la notizia più importante resta quella della sua salute; il calciatore, una volta dimesso e solo dopo aver completato tutti gli iter del caso, potrà pianificare il rientro all’attività agonistica. Nelle ore successive al ricovero, sia da parte del club salentino che da quello partenopeo, è giunta solo la conferma che il giocatore era sveglio, collaborante e che i parametri vitali erano nella norma, lasciando così che la paura lasci gradualmente spazio al sollievo.




