Napoli-Lecce 2-1, la rimonda degli azzurri e la paura per il malore di Banda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Napoli di Antonio Conte, al termine di una gara che per larghi tratti aveva viaggiato sul filo del rasoio, è riuscito nell’intento di centrare la terza vittoria consecutiva in campionato, superando al Diego Armando Maradona un Lecce quantomai ostico e ben organizzato. L’incontro, valido per la ventinovesima giornata di questo campionato di Serie A, si è concluso sul punteggio di due a uno per i partenopei, sebbene l’avvio avesse fatto presagire tutt’altra conclusione. Gli uomini di mister Di Francesco, infatti, avevano shockato il pubblico di casa già dopo pochi minuti, trovando il vantaggio con un colpo di testa di Siebert sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Gallo, un’azione che aveva gelato gli animi e messo in luce, ancora una volta, alcune lacune difensive degli azzurri nella gestione delle palle inattive.

La prima frazione di gioco, occorre dirlo, ha visto un Napoli poco brillante, quasi irriconoscibile nella trama offensiva e incapace di creare veri grattacapi alla retroguardia salentina, con un centrocampo che faticava a trovare gli spazi giusti e un Anguissa, al suo primo da titolare dopo un lungo stop, apparso palesemente fuori condizione. Dall’altro lato, il Lecce non solo gestiva il vantaggio con ordine, ma sfiorava persino il raddoppio in un paio di circostanze, mettendo in seria difficoltà Meret e i suoi difensori. L’impressione, all’intervallo, era quella di una squadra in balia degli eventi, bisognosa di una scossa che, puntualmente, è arrivata dallo spogliatoio.

Con il rientro in campo, la musica è cambiata radicalmente. Conte ha deciso di inserire forze fresche e qualità, gettando nella mischia McTominay e, particolare che non è passato inosservato, Kevin De Bruyne, il cui impatto sulla partita è stato semplicemente devastante. È bastato poco più di un minuto della ripresa per vedere il frutto del nuovo corso: Gilmour, con una visione di gioco notevole, ha pescato Politano sulla destra; il cross basso e teso di quest’ultimo ha permesso a Hojlund, puntuale all’appuntamento col gol, di depositare in rete da pochi passi, siglando il pareggio che ha restituito ossigeno e fiducia all’intero ambiente. Il danese, come si suol dire, non ha sbagliato, dimostrando ancora una volta il suo fiuto per il gol.

La spinta dei subentrati, in particolare del belga De Bruyne, ha alzato inesorabilmente il baricentro della manovra offensiva. I salentini, dopo aver subito il contraccolpo psicologico del pari, hanno progressivamente abbassato il proprio raggio d’azione, finendo per cedere definitivamente al 67’. Sugli sviluppi di un corner battuto proprio da De Bruyne, la sfera è stata spizzata e si è presentata invitante per il sinistro al volo di Politano, che non ha esitato a battere a rete, firmando la rete del sorpasso e interrompendo un digiuno personale che durava da quasi un anno e ben 43 gare ufficiali. Una gioia immensa per l’esterno, che ha potuto così festeggiare un goal decisivo per la squadra.

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