La lite con Musk inguaia gli affari di Trump: la sua criptovaluta precipita all'ultimo posto nella top 100

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La rottura tra Donald Trump e Elon Musk, dopo mesi di apparente sintonia, comincia a mostrare le prime conseguenze concrete, e non solo sul piano delle reciproche dichiarazioni. Se il tycoon ha ribadito in un’intervista ad Abc News di non avere alcuna intenzione di riappacificarsi con il patron di Tesla – "Mi vuole parlare, ma a me non interessa" –, il mercato delle criptovalute ha già reagito in modo netto. Il token Official Trump, legato al presidente americano, è crollato poche ore dopo lo scontro, scivolando fuori dalla top 100 delle valute digitali più capitalizzate. Un segnale che, al di là delle parole, la faida rischia di intaccare anche gli interessi economici di entrambi.

Non è la prima volta che Musk, il cui impero si regge in gran parte sulla fiducia degli investitori, subisce contraccolpi dopo un’esplosione pubblica. Ma stavolta, complici i toni sempre più aspri, a farne le spese è soprattutto Trump, che pure sembra intenzionato a proseguire la sua strategia finanziaria nel settore crypto. Nonostante il tracollo del suo token, il tycoon starebbe infatti valutando il lancio di un fondo d’investimento in Bitcoin, puntando su un mercato che, negli ultimi anni, ha spesso oscillato tra entusiasmi e crisi di fiducia.

Lo scontro, nato dalle critiche di Musk alla proposta di legge sul bilancio avanzata da Trump, ha assunto rapidamente i toni di una guerra personale. "È completamente impazzito", ha aggiunto il presidente, in un’escalation che ricorda dinamiche già viste: l’arroganza, il narcisismo e quel senso di onnipotenza che caratterizzano entrambi rischiano di trasformare una divergenza politica in un conflitto senza esclusione di colpi. Steve Bannon, storico alleato di Trump e fiero oppositore di Musk, ha persino invocato l’espulsione del magnate dagli Stati Uniti, alimentando ulteriormente la polarizzazione.

La situazione ricorda, in qualche modo, la parabola dello scorpione e della rana: difficile stabilire chi dei due, pungendo, finirà per affondare l’altro. Trump, che pure può contare su una solida base di sostenitori, deve fare i conti con un avversario capace di influenzare i mercati e l’opinione pubblica con un solo tweet. D’altra parte, Musk – la cui ricchezza dipende anche dalla percezione di stabilità delle sue aziende – non può ignorare che attaccare il presidente in carica comporta rischi non trascurabili.

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