Keypers forma i professionisti dei data center per la resilienza totale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I data center, infrastrutture dalla complessità straordinaria in cui una moltitudine di sistemi e sottosistemi operano in stretta interdipendenza, rappresentano il cuore pulsante dell’economia digitale contemporanea. Errori che, purtroppo, si verificano a livello di progettazione, di costruzione o nelle delicate fasi di supervisione e commissioning, possono innescare conseguenze dai danni incalcolabili, minando la stabilità di interi settori. È proprio in questo scenario, dove la professionalità diventa l’unico vero baluardo contro l’imprevisto, che si inserisce l’azione formativa di Keypers, la cui proposta di corsi specializzati mira a forgiare figure tecniche in grado di garantire non solo la piena operatività, ma una resilienza totale e la conformità assoluta di queste strutture vitali.

Il contesto italiano di crescita

L’Italia, del resto, si sta preparando a un salto epocale nella sua infrastruttura digitale, vivendo una fase espansiva senza precedenti. Sono già quattordici i progetti di data center che hanno ottenuto il via libera dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per un investimento complessivo che supera i due miliardi e mezzo di euro, mentre altri dieci attendono di essere esaminati. A muovere il mercato, come è noto, sono i colossi del cloud – da Microsoft ad Amazon, da Equinix a Data4 – che puntano a fare del paese un nodo strategico nella rete europea. Una spinta che trova ulteriore conferma nel dato sulle imprese italiane che utilizzano già strumenti avanzati come l’analisi dei dati, l’Internet of Things e l’intelligenza artificiale, le quali superano abbondantemente le centomila unità.

La domanda energetica e le opportunità

Questa corsa al progresso, trainata in modo particolare dalle esigenze dell’Intelligenza Artificiale, porta con sé sfide imponenti, a cominciare dalla richiesta di energia. Le richieste di connessione alla rete per i nuovi data center, infatti, hanno già superato la soglia dei 63 gigawatt, un numero che dà la misura della portata della trasformazione in atto. Secondo le ultime stime, del resto, la capacità nazionale di queste strutture è destinata a triplicare entro il 2030, un’espansione che necessita di competenze solide e continuamente aggiornate. Un’opportunità significativa, tra l’altro, potrebbe giungere da un bando europeo da venti miliardi di euro, al quale partecipa anche un progetto presentato da Eni e Leonardo, a testimonianza del valore strategico ormai universalmente riconosciuto al settore.

La centralità della formazione specialistica

In un panorama così dinamico e competitivo, dove i dati hanno superato il petrolio per importanza strategica – tant’è vero che la spesa globale in data center ha superato di quaranta miliardi di dollari quella per l’approvvigionamento petrolifero – la difesa contro l’errore umano o gli eventi critici imprevisti non può che passare attraverso una preparazione meticolosa. “La professionalità è fondamentale”, ha sottolineato Alessandro Conte, Ceo di Keypers, ponendo l’accento sulla necessità di personale qualificato in ogni fase del ciclo di vita di un data center. I suoi corsi, quindi, si propongono come la risposta concreta a queste esigenze, formando quei professionisti senza i quali la resilienza totale e la sicurezza delle operazioni rimarrebbero soltanto un obiettivo teorico, in un mercato che non può permettersi battute d’arresto.

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