Tragedia in Valle Divedro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Verbania (Verbano-Cusio-Ossola) - La tragedia che ha colpito la Valle Divedro domenica scorsa ha lasciato un segno indelebile nella comunità locale. Tre scialpinisti sono stati travolti da una valanga che ha raggiunto una velocità di 109 km/h, causando la loro morte. Le salme delle vittime sono state restituite alle famiglie, come confermato dal procuratore di Verbania, Alessandro Pepé. Tuttavia, l'indagine rimane aperta e i finanzieri del soccorso alpino della compagnia di Domodossola sono stati incaricati di effettuare ulteriori accertamenti, anche di carattere tecnico, dal pm Nicola Mezzina.

Natalia Sibilia, un'infermiera di 55 anni con 26 anni di esperienza nel 118, ha raccontato il drammatico momento in cui ha riconosciuto i corpi sotto la neve. "Quando ho capito chi c’era sotto quel cumulo di neve ho avuto un momento di buio. Il mio sguardo si è incrociato con quello di Renato: mi ha fatto un cenno, come per dirmi 'sì, sono loro', e allora ho pianto. Poi mi sono ripresa, ho fatto tutto quello che si poteva per salvarli. Ma ormai era troppo tardi", ha dichiarato Sibilia.

Mercoledì si terranno i funerali delle tre vittime in forma separata. Le esequie di Matteo Lomazzi si svolgeranno nella parrocchiale di Suna alle 14, precedute dalla recita del rosario oggi alle 20. Per Enzo Bonini, la famiglia ha deciso, interpretando le sue volontà, di organizzare il saluto dei tanti amici alla sala del commiato al cimitero di Pallanza alle 15. Infine, il funerale di Matteo Auguadro si terrà in un'altra località.

La comunità di Verbania si stringe attorno al dolore delle famiglie colpite da questa tragedia.

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