Nuova Audi Q9, dentro il suv di lusso di Ingolstadt: porte elettriche, sette posti e 4D Sound
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Ci sono vetture che si presentano al pubblico con i numeri della scheda tecnica – cavalli, coppia motrice, accelerazione – quasi fossero un’offesa alla sostanza. E poi ci sono quelle che, invece, scelgono una via diametralmente opposta: entrare dalla porta dell’abitacolo, prima ancora che dal cofano. La nuova Audi Q9, primo suv full size della casa dei quattro anelli, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. I vertici di Ingolstadt, in occasione dell’anteprima parziale di maggio 2026, hanno deciso di accendere i riflettori esclusivamente sull’interno del modello, lasciando al momento fuori campo prestazioni, trazioni, autonomie o listini. Una scelta precisa, quasi un manifesto programmatico: ciò che conta davvero, in questa ammiraglia inedita, è l’esperienza che si respira stando seduti – magari negli ampi sette posti – e interagendo con soluzioni mai viste prima su un prodotto targato Audi.
Il debutto ufficiale della Q9 è fissato per il 29 luglio, ma la regia tedesca ha voluto giocare d’anticipo, mostrando in esclusiva un abitacolo che trasforma il suv in una sorta di salotto hi-tech su ruote. Le portiere, per esempio, sono ad azionamento elettrico: basta un leggero tocco o un comando vocale per aprirle o chiuderle, eliminando quella fisicità a cui il segmento dei grandi suv di lusso ci aveva abituato. E poi c’è il tetto panoramico a trasparenza variabile, capace di passare da completamente cristallino a oscurato con un semplice gesto – o, ancora, in base alle condizioni di luce esterne rilevate dai sensori. L’elemento che più di ogni altro racconta le ambizioni del modello, tuttavia, è il sistema audio 4D Sound: non semplice riproduzione stereofonica, ma un’esperienza immersiva che coinvolge anche i sedili, trasformando ogni trasferimento – anche quello più banale – in un piccolo evento sensoriale.
L’ammiraglia che sfida X7 e GLS su un terreno inesplorato
Fino a oggi, Audi non aveva mai osato entrare nel segmento dei suv full size, quello dominato da BMW X7 e Mercedes-Benz GLS. Con la Q9, lunga oltre cinque metri e dieci, la casa di Ingolstadt colma finalmente questo vuoto, proponendo però un approccio in controtendenza rispetto alle rivali storiche. Mentre le dirette concorrenti hanno spesso puntato sulla potenza dei motori o sulla sportività delle calibrature, i progettisti guidati dall’amministratore delegato Gernot Döllner hanno virato decisi verso l’esperienza di bordo e la digitalizzazione. Lo stesso Döllner, del resto, ha dichiarato che “in futuro, il Vorsprung durch Technik sarà sempre più definito dall’esperienza di bordo”, non più solo dalla meccanica. Un’affermazione che, nella Q9, trova applicazione pratica: connettività evoluta, aggiornamenti over-the-air per tutti i moduli software, interfacce personalizzabili per ciascun passeggero – compresi quelli sistemati sulla terza fila di sedili.
Connettività, aggiornamenti remoti e interfacce su misura
L’infotainment della Q9 si presenta come un ecosistema aperto, dove ogni occupante – e non solo il conducente – può interagire con i propri dispositivi o regolare l’ambiente circostante. I sette posti, va detto, non sono una semplice configurazione modulare: sono stati pensati fin dall’inizio come elemento portante del progetto, con uno spazio per le gambe sulla seconda fila che rivaleggia con quello di una limousine. Le porte elettriche, tra l’altro, non sono un vezzo estetico: semplificano l’accesso in spazi stretti, aprendosi con un movimento studiato per non urtare ostacoli laterali. E il sistema audio 4D Sound, sviluppato in collaborazione con un’azienda specializzata nel settore (i cui dettagli rimangono al momento riservati), aggiunge una dimensione tattile all’ascolto, con attori posizionati anche negli schienali.
Arrivo in Italia dopo l’estate, il mercato attende i prezzi
La nuova Q9 farà il suo ingresso nelle concessionarie italiane dopo l’estate del 2026, probabilmente tra settembre e ottobre. Audi non ha ancora comunicato i listini ufficiali né le motorizzazioni che comporranno la gamma – si vocifera di versioni mild hybrid, plug-in e forse una full electric su piattaforma PPC, ma si tratta al momento di indiscrezioni non confermate. Quel che è certo, però, è che la strategia di comunicazione adottata dalla casa bavarese rappresenta una novità nel settore: parlare prima dell’abitacolo che del propulsore, in un’epoca in cui l’auto tende a diventare un prolungamento tecnologico della propria vita digitale. E se il pubblico risponderà con lo stesso entusiasmo mostrato dalla critica nei primi contatti visivi, la sfida a X7 e GLS potrebbe rivelarsi più equilibrata del previsto. Di certo, Ingolstadt non ha voluto lasciare nulla al caso: ogni dettaglio, dalle finiture dei pannelli porta alla trasparenza variabile del tetto, è stato studiato per far sentire ogni passeggero – anche quelli seduti dietro – al centro dell’esperienza.




