Buoni pasto, la manovra porta a 10 euro l'esenzione per quelli elettronici
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Redazione Economia
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Con la nuova legge di Bilancio, che il governo ha recentemente approvato, si delinea un cambiamento concreto per le tasche di una fetta consistente della popolazione attiva. L’intervento, che sarà effettivo a partire dal 2026, modifica infatti la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto di tipo elettronico, portandola dagli attuali 8 euro a 10 euro. Una misura, questa, che va a incidere direttamente sul potere d’acquisto dei lavoratori, i quali, com’è noto, utilizzano questi strumenti per il pasto principale durante la giornata lavorativa. Resta invece immutata, e ancorata al tetto di 4 euro, la franchigia fiscale applicata ai voucher cartacei, una distinzione che di fatto sancisce la volontà di spingere verso una digitalizzazione sempre più pervasiva di questo genere di benefit.
I numeri di un beneficio diffuso
L’impatto della disposizione, i cui dettagli tecnici non sono ancora stati resi pubblici nella loro interezza, interessa una platea stimata di circa 3,5 milioni di persone. Di questi, una parte non trascurabile, circa settecentomila, è rappresentata da dipendenti del settore pubblico, un dato che aiuta a comprendere la portata trasversale del provvedimento. L’innalzamento della soglia, sebbene possa apparire come un semplice adeguamento di due euro, si traduce in un vantaggio economico annuo non irrilevante per le famiglie, calcolabile, in media, fino a 440 euro per ciascun lavoratore che ne usufruisce con regolarità.
Il divario tra digitale e cartaceo
La scelta di mantenere fermo il limite per i buoni in formato cartaceo accentua, di fatto, il divario tra le due modalità, rendendo la versione elettronica non solo più pratica ma anche fiscalmente più vantaggiosa. Questa differenziazione, che potrebbe apparire tecnica, orienta in maniera decisa le scelte delle aziende e degli enti erogatori, spingendoli verso una migrazione definitiva ai sistemi digitali. Si tratta di una transizione che, al di là della comodità, ha implicazioni di carattere economico immediato per i destinatari finali.
La prospettiva per i lavoratori
Per il singolo dipendente, l’aumento della franchigia significa direttamente una maggiore somma di denaro, sebbve in forma vincolata, destinata alla consumazione del pasto, senza che su di essa gravi il prelievo fiscale. Un incremento, questo, che va a compensare, almeno in parte, l’erosione del potere d’acquisto causata dal carovita degli ultimi periodi. L’operazione, inserita nel più ampio contesto della manovra economica, rappresenta dunque un intervento mirato, il cui effetto si distribuirà su un arco di tempo medio, contribuendo a sostenere i redditi di una parte significativa del paese.




