Buoni pasto, l'esenzione fiscale potrebbe salire a 10 euro
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Redazione Economia
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Una proposta concreta per alleggerire il carico fiscale sui lavoratori italiani sta prendendo forma all’interno del dibattito per la prossima manovra economica. L’ipotesi, che gode di un certo sostegno parlamentare, punta ad innalzare la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto dagli attuali 8 euro fino a 10 euro. Una misura, questa, che – stando ai calcoli precisi effettuati dalla Ragioneria generale dello Stato – comporterebbe per l’Erario un minor gettito oscillante fra i 70 e gli 80 milioni di euro; una somma non indifferente, che si trasformerebbe però in un vantaggio diretto e tangibile per i dipendenti.
Il beneficio individuale, qualora la norma venisse approvata, è stato quantificato in circa 500 euro annui netti in più in busta paga, una cifra che andrebbe ad incrementare il potere d’acquisto in un momento storico di particolare pressione economica sulle famiglie. Questo intervento si inserirebbe in un più ampio pacchetto di misure sul welfare, che procederebbe su un binario legislativo parallelo rispetto alla legge di Bilancio vera e propria, come ha precisato la deputata Paola Mancini di Fratelli d’Italia.
Il quadro normativo di riferimento ha subito, del resto, significative evoluzioni recenti. Una sentenza del Tar, come ricordato in sede politica, ha infatti sottolineato come le modifiche regolatorie abbiano già determinato "un forte riequilibrio delle condizioni di mercato", correggendo quelle che in passato erano situazioni di svantaggio per gli esercenti commerciali. Il tribunale amministrativo ha riconosciuto il merito di aver assicurato "una regolamentazione omogenea" capace di garantire "condizioni che promuovano lo sviluppo concorrenziale del mercato e il rispetto dei principi di parità di trattamento, ragionevolezza, equità e utilità sociale".




