Wengen, l'ansia di Paris e la sicurezza di Franzoni nella vigilia della velocità
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Redazione Sport
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L'avvicinamento ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, che proprio per lo sci alpino rappresentano un appuntamento storico, è segnato da un'attenzione particolare verso ogni segnale fisico degli atleti, come dimostra quanto accaduto a Dominik Paris sul leggendario Lauberhorn di Wengen. Il campione, dopo aver concluso la sua discesa nella seconda prova di training, è scivolato a terra in modo preoccupante, rialzandosi poi con evidente difficoltà e lasciando il traguardo zoppicando in maniera vistosa, un'immagine che ha subito riacceso i riflettori sulla sua condizione. Lo stesso Paris, tuttavia, ha voluto subito rassicurare, dichiarando che "domani andrà meglio" e sottolineando come, nonostante il momento di apprensione, la sensazione sulla neve fosse positiva e il "grip" della pista ottimo, elementi che lascerebbero ben sperare per le gare in programma.
La regolarità di Franzoni sul ghiaccio svizzero
A dominare le prove, con il miglior tempo in entrambe le sessioni, è stato ancora una volta Giovanni Franzoni, atleta che nell'ultimo periodo sta trovando una continuità di rendimento di altissimo livello, come testimoniato anche dal recente podio in superG. Il giovane, parlando delle sue sensazioni, ha evidenziato come si sia trovato particolarmente a suo agio sul ghiaccio duro del tracciato svizzero, affermando di aver sciato in modo "pulito e ordinato". "Fare bene le prove mi dà sicurezza", ha aggiunto Franzoni, concentrandosi ora sulla gara di superG in programma il giorno successivo, prima di volgere lo sguardo alla discesa libera di sabato, considerando che molti rivali potrebbero essersi risparmiati in queste prove che, è bene ricordarlo, restano pur sempre dei semplici allenamenti.
Il quadro della squadra azzurra in vista del superG
Oltre ai due big, l'attenzione è rivolta all'intero gruppo italiano della velocità, che si appresta ad affrontare il superG con una formazione numerosa. Insieme a Franzoni e a Paris, il cui problema alla caviglia sembrerebbe dunque di entità contenuta, scenderanno in pista altri sei atleti, ciascuno dei quali sta cercando la giusta impostazione in questo delicato periodo preolimpico. Uno di loro, ad esempio, ha ammesso che alcuni passaggi della prova non sono andati come sperato, ma ha subito spostato l'attenzione sulla competizione che conta, quella di sabato, dimostrando come l'obiettivo primario di questi giorni sia affinare la confidenza con una pista tecnica e impegnativa piuttosto che cercare cronometrici eclatanti in allenamento.
L'importanza del lavoro di rodaggio sul Lauberhorn
Il valore di queste sessioni sul Lauberhorn, del resto, risiede proprio nella possibilità di studiare a fondo ogni tratto del tracciato, di testare la neve e di mettere a punto gli sci in vista del confronto vero, un aspetto che tutti i tecnici conoscono bene. Si tratta di un lavoro meticoloso, che passa anche attraverso la gestione delle energie e, talvolta, di piccoli fastidi fisici, in un periodo dell'anno dove la forma deve essere costruita con pazienza per arrivare al culmine nel momento più opportuno. Le dichiarazioni degli atleti, dalle rassicurazioni di Paris all'ottimismo di Franzoni, tracciano quindi il profilo di una squadra al lavoro, consapevole delle proprie potenzialità ma anche degli ostacoli che un pendio così celebre e difficile sa sempre riservare.




