Bello è magro, la pensa così un adolescente su quattro: i dati sull'ossessione estetica dei giovanissimi
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Redazione Salute
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Per un adolescente su quattro, il concetto di bellezza coincide ancora con la magrezza. A fotografare questo scenario è un'indagine della Fondazione The Bridge, realizzata nell'ambito del progetto Food for Fine di Terre des Hommes, che restituisce un quadro nitido del rapporto, sempre più complicato e conflittuale, che i giovanissimi intrattengono con la propria immagine corporea.
La ricerca è stata condotta nelle scuole secondarie di secondo grado delle province di Milano, Monza, Como, Varese e Lecco, coinvolgendo oltre 400 studenti e studentesse, ai quali si aggiungono le risposte di 69 docenti, e mette in luce l'influenza pervasiva di modelli estetici che, spinti dalla logica dei social network, appaiono sempre più irrealistici e lontani dalla realtà fisica delle persone.
Il corpo estetico e la performance visiva
A gettare luce sul fenomeno è Matteo Lancini, psicologo e presidente della Fondazione Minotauro, il quale analizza il modo in cui i ragazzi vivono la propria fisicità, evidenziando un mutamento culturale profondo rispetto al passato. Lancini sottolinea che i dati raccolti non fanno altro che confermare quanto emerso dagli studi degli ultimi decenni, un arco di tempo in cui la società si è progressivamente allontanata da un modello culturale fondato sul corpo inteso come dimensione sessuale, per approdare a un'idea di corpo prevalentemente estetica e performante.
La differenza, come spiega lo psicologo, è sostanziale: ciò che conta oggi non è tanto ciò che il corpo fa o rappresenta in una relazione intima, ma piuttosto come appare, quanto sia popolare e, soprattutto, quanto venga visto dagli altri attraverso il filtro distorto dei social media.
Un disagio che si fa emergenza
L'indagine, che si inserisce in un contesto più ampio di attenzione ai disturbi alimentari, arriva a confermare quella che ormai è una vera e propria emergenza sanitaria, psicologica e sociale. I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione coinvolgono milioni di giovani in tutto il Paese e, aspetto ancor più preoccupante, l'età di esordio si è abbassata in modo significativo, colpendo fasce di popolazione sempre più vulnerabili.
La pressione estetica, che si esercita con particolare violenza sulle ragazze ma che non risparmia neppure i ragazzi, si intreccia in modo pericoloso con l'uso quotidiano dei social network, piattaforme che propongono canoni di bellezza irraggiungibili e che alimentano un'ansia da prestazione legata all'aspetto fisico, trasformando il corpo in un luogo privilegiato del malessere giovanile.
Il peso dei modelli sociali
Il dato statistico secondo cui il 25% degli adolescenti intervistati associa la bellezza alla magrezza rappresenta solo la punta di un iceberg molto più complesso, che affonda le radici in un sistema di valori in cui l'apparire prevale sull'essere e la performance visiva diventa il metro di giudizio principale.
I docenti interpellati, che ogni giorno osservano da vicino le dinamiche relazionali e i comportamenti dei propri studenti, confermano la crescente ossessione per l'immagine e la difficoltà dei ragazzi nel separare la propria autostima da ciò che vedono riflesso negli specchi deformanti dei profili social. Il corpo, in questo contesto, diventa un cantiere aperto e perpetuo, un progetto su cui lavorare senza sosta per adeguarsi a standard che cambiano rapidamente, spinti da influencer e da una cultura dell'immagine che non lascia spazio alla naturale imperfezione.
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