Cina risponde ai dazi europei con misure antidumping sul brandy
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Redazione Economia
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La recente decisione della Commissione europea di imporre dazi doganali sulle auto elettriche prodotte in Cina ha scatenato una pronta reazione da parte di Pechino. Il ministero del Commercio cinese ha annunciato l'introduzione di misure antidumping temporanee sul brandy importato dall'Unione Europea, una mossa che colpisce direttamente uno dei prodotti simbolo della Francia. Questa decisione, che entrerà in vigore l'11 ottobre, prevede che gli importatori cinesi di acquaviti europee debbano trattenere depositi cauzionali basati sui nuovi dazi.
La tensione tra Europa e Cina è palpabile, soprattutto dopo che Bruxelles ha votato per l'applicazione di tariffe doganali aggiuntive fino al 36% sulle auto elettriche cinesi, che si sommano al 10% già esistente. Questa misura è stata giustificata dall'Unione Europea come necessaria per contrastare gli aiuti di Stato ricevuti dai produttori cinesi, che avrebbero distorto il mercato. Tuttavia, la risposta cinese non si è fatta attendere, e il brandy europeo è diventato il bersaglio di una ritorsione commerciale che potrebbe avere ripercussioni significative.
Durante la sua visita di Stato in Cina, avvenuta a maggio scorso, il presidente francese Emmanuel Macron aveva regalato al presidente cinese Xi Jinping due bottiglie di cognac, un gesto simbolico che oggi assume un significato diverso alla luce delle nuove tensioni. La decisione di Pechino di colpire il brandy europeo sembra mirata a mettere pressione su Parigi, ma anche a spaventare Berlino, che ha sempre osteggiato i dazi sulle auto elettriche cinesi per timore di ritorsioni commerciali.
Il ministero del Commercio cinese ha chiarito che queste misure sono una risposta diretta alla decisione europea, e ha avvertito che Pechino è pronta a prendere tutte le misure necessarie per proteggere i propri interessi.




