Leonardo, i conti crescono spinti dal vento del riarmo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Leonardo, forte della recente alleanza nello spazio – sancita dal protocollo d’intesa siglato con Thales e Airbus –, presenta al banco di prova dei primi nove mesi dell’anno dei conti che, nonostante la variazione di perimetro conseguente alla cessione dell’ex Wass a Fincantieri, mostrano ricavi ed Ebitda in decisa crescita. A trainare questa fase espansiva, che il amministratore delegato Roberto Cingolani ha definito come un «positivo andamento» dell’intera azienda, è stata in particolare la performance dei due segmenti storici: quello degli Elicotteri e, ancor di più, l’Elettronica per la Difesa e la Sicurezza, i cui volumi hanno beneficiato del clima internazionale favorevole agli investimenti militari. La volatilità che ha talvolta caratterizzato le azioni del titolo in Borsa dopo la diffusione dei dati, del resto, non intacca la solidità di un bilancio che procede a ritmi sostenuti, confermando per intero i target finanziari prefissati per il 2025.

I numeri del periodo gennaio-settembre

Nei primi nove mesi del 2025, l’azienda ha registrato ricavi per 13,4 miliardi di euro, segnando un incremento dell’11,3% su base tendenziale, mentre il risultato operativo si è attestato a 945 milioni. L’utile netto ordinario, quello che meglio riflette l’andamento della gestione corrente, è salito a 466 milioni, facendo registrare un balzo del 28% che sottolinea l’efficienza operativa raggiunta. A questo si aggiunge un risultato netto complessivo di 735 milioni, il quale include, oltre al già citato utile ordinario, la plusvalenza – quantificabile in circa 283 milioni – generata dalla dismissione di Wass, un’operazione che ha modificato il perimetro consolidato ma che non ha intaccato il momentum positivo delle attività core.

Il traino degli ordini e il contesto internazionale

A dare ulteriore slancio alle prospettive del colosso italiano è il portafoglio ordini, che ha visto una crescita del 23%, un dato che riflette la domanda robusta proveniente sia dal mercato domestico che da quelli internazionali. Questo impulso, che alcuni analisti legano esplicitamente al cosiddetto “vento del riarmo” che spira in Europa e non solo, ha garantito una solida visibilità sulle attività future, permettendo al management di confermare con sicurezza gli obiettivi di medio termine. La stessa alleanza con giganti continentali come Airbus e Thales, peraltro, sebbene di recente formazione, va nella direzione di consolidare una posizione di leadership in un settore, quello spaziale, ad alta intensità tecnologica e strategica.

La solidità finanziaria e le performance settoriali

La solidità finanziaria dell’azienda emerge con chiarezza dall’analisi dei flussi, i quali hanno consentito di mantenere un profilo di indebitamento netto sotto controllo nonostante gli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo. La divisione Elettronica per la Difesa e la Sicurezza, in particolare, ha continuato a distinguersi per margini elevati e volumi di commessa in forte espansione, mentre il settore degli Elicotteri ha confermato il suo ruolo di pilastro stabile, contribuendo in maniera significativa al fatturato complessivo. Di tutto questo, se ne è avuta eco anche nei mercati finanziari, dove l’andamento del titolo – pur in presenza di fasi di correzione tecniche – ha sostanzialmente premiato la capacità del gruppo di generare cassa e di crescere in un contesto geopolitico che favorisce, suo malgrado, gli investimenti nel comparto della sicurezza.

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