Bitcoin sfonda quota novantamila dollari, interrompendo una tendenza al ribasso
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Redazione Economia
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Rari guadagni nelle sessioni statunitensi hanno spinto il trading di bitcoin sopra la soglia psicologica dei novantamila dollari, segnando una potenziale inversione di un pattern che aveva caratterizzato gran parte dello scorso anno. Quello, infatti, sarà ricordato nel settore crypto per molte cose, ma una tendenza particolarmente evidente – specialmente nella sua fase conclusiva – è stata la sistematica liquidazione che si verificava con cadenza quasi quotidiana durante le ore di contrattazione a Wall Street. Sebbene sia prematuro trarre conclusioni definitive, nel primo giorno ufficiale di negoziazione del 2026 si è materializzato un cambio di passo, con i prezzi delle criptovalute che hanno registrato un sensibile rialzo proprio mentre i mercati americani erano operativi.
Il ruolo determinante degli ETF spot la spinta propulsiva che ha consentito a Bitcoin di risalire con decisione sopra i novantamila dollari è stata alimentata da una combinazione di fattori, tra i quali spiccano i forti afflussi di capitale negli ETF spot. Questi strumenti finanziari, dopo una serie di deflussi che ne avevano frenato l’impatto, hanno interrotto la sequenza negativa attirando nuovi investimenti, in uno scenario macroeconomico che vede anche rendimenti più bassi sui titoli di stato giapponesi e rinnovate speranze per un prossimo taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Elementi che, nel loro insieme, segnalano un miglioramento dell’appetito per il rischio e conferiscono un momentum rialzista all’asset digitale, il quale ha così recuperato terreno in modo marcato.
Geopolitica e mercati: l’effetto sui metalli e sulle crypto c’è un momento, nei mercati finanziari, in cui la geopolitica smette di essere una parola astratta e diventa un rumore secco, capace di muovere gli asset più sensibili alla volatilità. È accaduto di nuovo in seguito alla recente operazione statunitense contro il leader venezuelano, un’azione che ha immediatamente riverberato i suoi effetti sui listini. La criptovaluta, che spesso si nutre di caos e incertezza, ha toccato picchi del +4,89%, mentre anche i metalli preziosi hanno puntato verso un’impennata, in una fuga verso beni rifugio sia tradizionali che innovativi che ha spinto gli analisti a monitorare con attenzione anche i titoli del settore della difesa.




