Pistoia piange due donne: la tragedia di Santo Stefano e il lutto del volontariato
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Redazione Interno
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Un silenzio carico di dolore, rotto solo dalle parole sussurrate di un uomo che ha visto svanire il proprio mondo in un attimo, avvolge la villetta sulla via Fiorentina. “I miei genitori avevano appena parcheggiato, l’auto è ancora lì – racconta con un filo di voce l’ingegner Andrea Giusti, indicando un punto sulla strada – hanno attraversato per venire a casa e mia madre è stata investita”. In quel tranquillo pomeriggio di Santo Stefano, mentre la città si godeva gli ultimi giorni di festa, una sequenza di eventi tragici e fulminei ha strappato alla vita prima Liliana Podestà, 87 anni, travolta da un’automobile mentre attraversava la statale, e poi, pochi attimi dopo, la nuora Laura Mecheri, di 58 anni, stroncata da un malore fatale mentre, dalla finestra di casa, assisteva inerme alla scena e gridava al telefono con i soccorsi: “Correte, hanno travolto mia suocera”. Quelle frasi disperate, un appello che si è trasformato in un epitaffio, racchiudono tutta l’immensità di una doppia perdita che ha lasciato senza fiato un intero quartiere, il quale oggi, con rabbia e sconcerto, alza un muro di “basta” contro una strage di innocenti che appare inaccettabile.
Le indagini per fare chiarezza su una doppia scomparsa
Per tentare di ricostruire con precisione i fatti di quella sera e stabilire le dinamiche dell’incidente, il pm di turno ha già disposto l’esecuzione delle autopsie sui corpi di entrambe le vittime, esami che saranno eseguiti nei prossimi giorni. I rilievi sulla scena, condotti dalla Polizia Municipale, costituiscono la base investigativa dalla quale muoverà la magistratura, chiamata a fare luce non solo sulle cause della morte dell’anziana donna, ma anche a comprendere le precise condizioni che hanno portato al malore improvviso e fatale della Mecheri, la cui dipartita, seppur avvenuta per cause naturali, è indissolubilmente legata al trauma di quanto accaduto sotto i suoi occhi. La procedura, del resto, segue un iter necessario, volto ad accertare responsabilità tecniche e a fornire risposte alla famiglia, la cui sofferenza è aggravata dalla ricerca di una verità giudiziaria che, seppur fondamentale, nulla potrà sulla devastazione emotiva già consumata.
Un lutto che travalica le mura domestiche e investe la città
La portata della tragedia, infatti, non si è limitata allo strazio privato dei congiunti. A subirne il colpo, in maniera profonda, è stato anche l’intero tessuto associativo e sportivo pistoiese, nel quale la famiglia Giusti era ampiamente inserita. Lo dimostra, in maniera plateale, il lutto che la squadra di basket cittadina, il Pistoia Basket, porterà sul campo nella partita di domenica contro il Rimini, dedicando il match alla memoria delle due donne e in particolare a Giampiero Giusti, marito della signora Podestà, che guidò la società dal 2002 al 2005. Un gesto di partecipazione che unisce la città attorno a un cordoglio collettivo, evidenziando come certi legami, costruiti nel tempo attraverso l’impegno concreto, superino i confini del privato per diventare un patrimonio condiviso.
Il volontariato in lutto per una famiglia di cuori generosi
Ma è nel mondo del volontariato che il vuoto lasciato da Laura Mecheri e dalla sua famiglia risuona con eco particolarmente acute. La fisioterapista scomparsa, infatti, non era solo una professionista stimata, ma una donna attivissima nel donare il proprio tempo agli altri, un impegno che aveva trasmesso anche ai figli, Alessandro e Eleonora Giusti. La loro casa era, e resta, un crocevia di solidarietà, un punto di riferimento per quelle realtà come la Misericordia e la Croce Verde che, ironia della sorte, proprio in quella tragica serata sono intervenute sul luogo dell’incidente, trovandosi a soccorrere, invano, una delle loro più convinte sostenitrici. La perdita, quindi, colpisce doppiamente: toglie due vite e indebolisce una rete di aiuto della quale Pistoia, in silenzio, aveva sempre potuto contare.




