Volkswagen GTI Roadster Vision Gran Turismo, la concept nata per un videogioco che ha preso vita al Wörthersee
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nel 2014, sulle rive del lago di Wörthersee, in Austria, durante il leggendario raduno dedicato agli appassionati della sigla GTI, la Volkswagen ha materializzato un sogno che fino a pochi mesi prima viveva esclusivamente nei circuiti digitali di una console. La casa di Wolfsburg, che di quella sigla è l’inventrice e la principale artefice del mito legato alla Golf, ha presentato al pubblico la GTI Roadster Vision Gran Turismo, una show car nata inizialmente come un puro esercizio di stile per il celebre simulatore di guida Gran Turismo 6, in esclusiva per PlayStation. Quella che doveva rimanere un’entità fatta di pixel e poligoni, un’espressione estrema della fantasia dei designer senza i vincoli della produzione di serie, è così diventata un esemplare unico e marciante, capace di ribadire quanto il confine tra immaginazione e realtà, per i costruttori automobilistici, sia oggi sempre più permeabile -2-4.
L’origine del progetto, dalla matita dei giovani designer alla supervisione del papà di Gran Turismo
Il percorso creativo che ha portato alla realizzazione della Roadster affonda le sue radici in una collaborazione tra Volkswagen e Sony Computer Entertainment, volta a celebrare i primi quindici anni del franchise di Gran Turismo -1-4. Per l’occasione, il reparto stile del marchio tedesco, diretto da Klaus Bischoff, lanciò un concorso interno riservato ai progettisti più giovani, chiedendo loro di immaginare la GTI più estrema possibile, libera da qualsiasi costrizione legata all’omologazione stradale o ai costi di produzione. Le proposte furono poi sottoposte al giudizio di una giuria d’eccezione: lo stesso Bischoff e Kazunori Yamauchi, il leggendario direttore di Polyphony Digital e ideatore della serie Gran Turismo, che non nascose il proprio entusiasmo per il progetto -4-10. A spuntarla furono due bozzetti, quelli dei designer Malte Hammerbeck e Domen Rucigaj per l’esterno, mentre Guillermo Mignot venne incaricato di disegnare l’abitacolo. L’intero sviluppo, compresa la modellazione 3D, avvenne in via esclusivamente digitale, e solo in un secondo momento, visto il successo dell’iniziativa e in prossimità dell’appuntamento al Wörthersee, gli ingegneri decisero di compiere il passo successivo, trasformando quella creatura virtuale in un prototipo tangibile -4-10.
La meccanica di una roadster estrema, tra potenza e leggerezza
La scheda tecnica della GTI Roadster Vision Gran Turismo parla chiaro, descrivendo un oggetto che con la Golf di serie, pur condividendone il DNA, ha ben poco a che fare. Sotto il cofano, o meglio, dietro i due sedili, trova posto un possente motore V6 3.0 litri TSI biturbo, un propulsore in grado di erogare una potenza di 503 cavalli e una coppia massima di 560 Nm, già ampiamente disponibile a regimi intermedi grazie alla doppia sovralimentazione -1-6-9. Questa unità, derivata dalla filosofia motoristica del gruppo, è accoppiata a un cambio a doppia frizione DSG a sette rapporti e a un sistema di trazione integrale 4Motion, una combinazione che consente alla vettura, nonostante la sua natura estrema, di scaricare a terra tutta la potenza in modo efficace. Le prestazioni sono da autentica supercar: lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in appena 3,6 secondi, mentre la velocità massima dichiarata tocca i 309 km/h, un valore che la pone al vertice di qualsiasi creazione precedentemente uscita con il badge GTI -1-6-8. Il tutto è racchiuso in un vettura lungo 4,18 metri, largo 1,90 e alto appena 1,09 metri, con un passo di 2,49 metri che contribuisce a dare all’insieme un aspetto tozzo e muscoloso, ulteriormente enfatizzato dai cerchi da 20 pollici con fissaggio monodado e dall’impianto frenante carboceramico -1-8-9.
Il design e la costruzione, un esercizio di stile portato all’estremo
Dal punto di vista stilistico, la GTI Roadster Vision Gran Turismo riprende e amplifica i temi introdotti l’anno precedente dalla Design Vision GTI, un’altra concept presentata sempre al Wörthersee -4-6. Se quella del 2013 aveva mostrato la strada, questa roadster la percorre fino in fondo, adottando una carrozzeria scoperta e un abitacolo a due posti ricavato in una struttura a doppio guscio in fibra di carbonio, separati da un elemento centrale che richiama le barchette da competizione -1-8. L’aerodinamica è curata in ogni dettaglio: all’anteriore spicca uno splitter in carbonio a lama, mentre al posteriore un imponente alettone, integrato nei montanti che fanno anche da roll-bar, lavora in concerto con un vistoso estrattore per generare il carico verticale necessario a tenere incollata la vettura all’asfalto ad alta velocità -2-4. Le portiere, incernierate al montante anteriore, si sollevano ruotando in avanti, e la livrea, una tinta metallizzata ribattezzata “Gran Turismo Red”, è una rivisitazione moderna del classico “Tornado Red” che ha reso celebri le GTI di tutte le epoche -4-7-8.
La doppia vita, tra circuiti reali e garage virtuali
La genesi di questa vettura rappresenta un caso emblematico di come l’industria automobilistica guardi con sempre maggiore interesse al mondo dei videogiochi, non più considerati semplici strumenti promozionali ma veri e propri laboratori creativi. La GTI Roadster Vision Gran Turismo è stata svelata al pubblico in Austria il 29 maggio 2014, appena tre giorni dopo la presentazione della sua controparte digitale, che da metà giugno è stata resa disponibile per il download direttamente su Gran Turismo 6 -4-10. I giocatori di tutto il mondo hanno così potuto portare in pista, attraverso i propri schermi, la stessa identica vettura che pochi fortunati avevano potuto ammirare dal vivo sulle rive del lago austriaco, in un gioco di specchi tra reale e virtuale che il costruttore di Wolfsburg ha saputo interpretare con tempismo e originalità -7.




