Milano Cortina, l’ombra della procura sulla cabinovia: indagata la braccio destro di Salvini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non si placano le ripercussioni giudiziarie legate all’organizzazione dei Giochi invernali di Milano Cortina, e questa volta il centro dell’attenzione – o per meglio dire, l’indagine – finisce dritto nel cuore pulsante del dicastero di Porta Pia.

La procura di Belluno, che da mesi setaccia le procedure relative all’appalto per la cabinovia "Apollonio Socrepes", ha infatti iscritto nel registro degli indagati Elisabetta Pellegrini, dirigente del ministero dei Trasporti e da quattro anni coordinatrice della Struttura Tecnica di Missione, figura, quest’ultima, considerata a tutti gli effetti la braccio destro del ministro Matteo Salvini.

L’accusa ipotizzata nei suoi confronti, nell’ambito di un fascicolo che già coinvolge l’amministratore delegato di Simico, Fabio Massimo Saldini, è quella di concorso in turbativa d’asta, a dimostrazione di come lo sguardo dei magistrati si stia facendo sempre più minuzioso sui meccanismi che hanno portato all’affidamento dei lavori per l’impianto destinato a collegare le piste ampezzane.

Un avviso di garanzia e un cellulare sotto sequestro

Il quadro delle misure adottate dall’autorità giudiziaria, che ha sede nel capoluogo bellunese, lascia intendere una fase investigativa ormai avanzata, caratterizzata da accertamenti concreti e mirati. Nella giornata di mercoledì, gli inquirenti hanno infatti proceduto al sequestro del telefono cellulare e dei computer in uso alla dirigente, un atto tecnico che precede di poche ore la notifica formale dell’avviso di garanzia, avvenuta nella giornata di oggi.

L’operazione, coordinata dal procuratore capo Massimo De Bortoli, si inserisce nel più ampio filone d’inchiesta dedicato alla realizzazione della funivia "Apollonio Socrepes", un’opera – va ricordato – fortemente voluta in funzione dell’evento olimpico ma che, nonostante le aspettative, non è stata completata in tempo utile per la cerimonia d’apertura dei Giochi.

La posizione di Pellegrini, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe accusata di aver favorito o alterato le procedure di gara per l’assegnazione dei lavori, si aggiunge così a quella di altri tre soggetti già finiti nel mirino della procura, con l’ad Saldini che nelle scorse settimane ha già trascorso ore davanti al pm per rendere spontanee dichiarazioni.

La replica del ministro: "Legittimità e orgoglio per i Giochi"

Non è tardata ad arrivare, come era facilmente prevedibile data l’alta carica politica della persona coinvolta, la reazione del titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha voluto spezzare una lancia a favore della sua fedelissima.

Matteo Salvini, interpellato sulla vicenda, ha infatti rilasciato una nota ufficiale in cui difende l’operato della sua cerchia più ristretta, manifestando al contempo la propria riconoscenza per il lavoro svolto in vista della manifestazione sportiva: "Le Olimpiadi Milano Cortina – si legge nella dichiarazione – rappresentano un successo straordinario riconosciuto anche all’estero, frutto di anni di lavoro mio e di un’intera squadra, di cui ha fatto parte anche Elisabetta Pellegrini, che si è distinta per impegno e laboriosità".

Pur evitando di scendere nei dettagli tecnici delle contestazioni sollevate dalla magistratura, il ministro ha voluto ribadire la propria fiducia incondizionata nelle procedure adottate, esprimendo la certezza che gli sviluppi processuali contribuiranno a fugare ogni alone di sospetto: "Sono certo che le indagini confermeranno la piena legittimità di tutti gli atti".

L’inchiesta sulle infrastrutture olimpiche

Il caso della cabinovia Socrepes, sulla quale la procura di Belluno ha acceso i riflettori, rappresenta soltanto il capitolo più eclatante di un contesto più ampio, dove il successo mediatico dei Giochi sembra ora lasciare spazio ai complessi risvolti amministrativi e giudiziari.

L’indagine, che per il momento si concentra su presunte irregolarità nell’affidamento della realizzazione dell’impianto a Cortina d’Ampezzo, ha di fatto travalicato i confini locali per raggiungere i vertici del ministero, visto che la stessa Pellegrini è considerata la coordinatrice della struttura tecnica di missione del dicastero.

Se da un lato il ministro Salvini incassa il risultato sportivo e di immagine internazionale dell’evento, dall’altro si trova ora a dover gestire il fronte caldo delle verifiche interne, con gli inquirenti che stanno passando al setaccio documenti e dispositivi elettronici alla ricerca di eventuali favoritismi o accordi illeciti nella scelta delle imprese appaltatrici, laddove l’opera in questione avrebbe dovuto rappresentare un fiore all’occhiello dell’ammodernamento delle Dolomiti.

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