Firenze rischia l'esclusione dall'Unesco per il "cubo nero"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La candidatura di Firenze a patrimonio mondiale dell'Unesco, un riconoscimento che detiene da oltre quattro decadi, è seriamente minacciata dalla controversa costruzione sorta sull'area dell'ex Teatro Comunale. Il cosiddetto "cubo nero", un edificio caratterizzato da torri d’ottone brunito che spicca, secondo molte critiche, in modo dissonante tra i tetti dei palazzi rinascimentali, ha attirato le severe attenzioni della stampa internazionale e degli organi di vigilanza. Come riportato senza mezzi termini dal Times di Londra, la struttura potrebbe innescare una procedura di revoca del prestigioso titolo, un fatto che getta un'ombra sulla gestione del centro storico.
Anche l'amministrazione comunale fiorentina, sebbene inizialmente abbia approvato il progetto, ha avviato un proprio riscontro interno. Gli uffici di Urbanistica hanno infatti sollecitato formali chiarimenti alla Soprintendenza, richiedendo di verificare il puntuale rispetto delle prescrizioni originariamente imposte in sede di approvazione del progetto stesso. L’intervento, la cui progettazione finale è stata aggiornata nel 2020 dagli studi Vittorio Grassi e Genius Loci Architettura, è quindi al centro di un duplice esame, sia tecnico-amministrativo che di immagine pubblica.
La questione ha ormai oltrepassato i confini locali, acquisendo una rilevanza nazionale che ha spinto il ministero della Cultura a un diretto coinvolgimento. Gli uffici del Collegio Romano hanno avviato accertamenti per ricostruire l'intera procedura che ha portato al rilascio delle autorizzazioni e al via libera definitivo ai lavori. L'obiettivo del ministero è quello di fare piena luce su ogni passaggio burocratico e decisionale, al fine di appurare la corretta applicazione di tutte le norme a protezione del vincolo paesaggistico.




