Borse europee in affanno per i dazi Usa, Trump rilancia la minaccia tariffaria

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una giornata di tensioni per i mercati europei, che hanno chiuso in rosso sotto il peso delle incertezze legate alla politica commerciale aggressiva degli Stati Uniti. La minaccia di nuovi dazi, annunciata da Donald Trump con l’invio di lettere ai partner commerciali, ha spinto gli investitori alla cautela, trascinando in negativo i principali indici. "Dovranno pagare per fare affari negli Stati Uniti", ha dichiarato il presidente americano, riaccendendo i timori soprattutto nei settori più esposti, come l’automotive, il minerario e quelli dell’acciaio e dell’alluminio.

A Francoforte, il DAX ha ceduto lo 0,7%, mentre a Parigi il CAC40 ha perso l’1%. Meno marcato, ma comunque negativo, il calo dello 0,2% del FTSE 100 di Londra, dove l’assenza di Wall Street – chiusa per il Independence Day – ha contribuito a ridurre i volumi. Peggio di tutti ha fatto Madrid, con l’IBEX35 in ribasso dell’1,75%, nonostante i dati positivi sulla produzione industriale spagnola, cresciuta dell’1,7% a maggio.

Anche Milano non è sfuggita al tonfo, con il FTSE MIB che ha lasciato sul terreno lo 0,8%, penalizzato soprattutto dai titoli del settore auto e del lusso. Tra i big, Stellantis e Ferrari hanno registrato flessioni, mentre nel comparto bancario BPER e Montepaschi hanno chiuso in territorio negativo. Non hanno retto alla pressione neppure i valori legati alle energie rinnovabili, come Alerion Clean Power, e quelli dell’elettrodomestico, con De’ Longhi e Comer Industries in calo.

L’euro, intanto, ha perso terreno rispetto al dollaro, mentre l’oro – tradizionale bene rifugio – ha visto salire le quotazioni, segnale di un clima di diffusa incertezza. Lo spread, seppur stabile, rimane sotto osservazione, mentre gli operatori attendono gli sviluppi delle trattative tra Bruxelles e Washington. Le nuove tariffe, che potrebbero entrare in vigore già dal primo agosto, rischiano di inasprire ulteriormente le relazioni commerciali transatlantiche, con ripercussioni su un’economia europea già in affanno.

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