Femminicidi, bufera sulle parole di Nordio: la replica dell'Anm

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio sui femminicidi hanno scatenato un acceso dibattito, attirando critiche nette da parte del sindacato della magistratura. Rocco Maruotti, segretario dell’Associazione nazionale magistrati, ha definito "pericolose" le affermazioni del ministro, sottolineando come attribuire il fenomeno a presunte differenze culturali rischi di banalizzare un problema strutturale.

Nordio, intervenendo a Salerno in seguito ai recenti casi di cronaca – l’uccisione di Sara Campanella a Messina e quella di Ilaria Sula a Roma – aveva sostenuto che "giovani e adulti di alcune etnie non hanno la nostra sensibilità verso le donne", aggiungendo che il solo intervento penale non basta a fermare i femminicidi. Una posizione che, sebbene presentata come ovvia dal ministro, ha sollevato polemiche per il tono e l’implicita generalizzazione.

Maruotti, al fianco del presidente dell’Anm Cesare Parodi, ha respinto con durezza l’argomentazione, definendola "propaganda" e ricordando come la maggior parte degli omicidi di donne avvenga per mano di partner o ex partner, spesso italiani. Le statistiche, del resto, seppur non unificate tra Istat e Viminale, concordano su un dato: i femminicidi, così come gli omicidi in generale, sono in calo, ma il fenomeno resta radicato in dinamiche sociali e relazionali che travalicano le origini culturali degli aggressori.

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