Arresto in Pakistan di Nazia Shaheen, condannata per l'omicidio della figlia Saman Abbas
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Redazione Interno
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L'ultima volta che l'Italia ha visto il volto di Nazia Shaheen è stato all'aeroporto di Malpensa. Dopo la scomparsa di sua figlia, Saman Abbas, il 2 maggio 2021, Nazia ha preso un aereo per il Pakistan. Da allora, è stata latitante, con i programmi televisivi che hanno diffuso alcune delle fotografie dei ricordi di Saman.
Rivelazione del volto di Nazia
Con l'arresto di Nazia Shaheen, gli italiani possono rivedere il suo volto. Non è più nascosto dietro mascherine anti-Covid o veli tradizionali. È la donna che la corte d'assise di Reggio Emilia ha condannato all'ergastolo per l'omicidio di Saman, insieme al marito Shabbar Abbas. Al cognato Danish Hasnain è stata attribuita una pena di 14 anni.
Reazione della stampa pakistana
La stampa pakistana ha reagito alla notizia dell'arresto. "Gestire i casi di estradizione rapidamente e trasparentemente è cruciale. Assicura giustizia e dimostra l'impegno del Pakistan nel rispettare il diritto internazionale e i diritti umani. La collaborazione tra Interpol e Federal Investigation Agency nell'arrestare Nazia è stata encomiabile e dovrebbe servire da modello per i casi futuri", si legge in un editoriale del quotidiano pakistano di lingua inglese "The Express Tribune".
Un monito per le donne pakistane
L'ultima immagine di Nazia e Saman insieme risale alla notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021, quando Saman Abbas è scomparsa. Ora, un'altra immagine sta facendo il giro del mondo: la foto di Nazia con il velo bianco nel giorno dell'arresto in Pakistan. Questa immagine serve come monito a tutte le donne pakistane che approvano la violenza sui figli.
Nazia Shaheen è stata condannata all'ergastolo insieme al marito Shabbar Abbas per aver ucciso la figlia ed è stata arrestata in Pakistan. La sua storia continua a far riflettere il mondo sulla questione del delitto d'onore.




