Gianluca Gazzoli a Sanremo, tra l’emozione per il debutto e il ricordo della madre nel giorno del suo compleanno
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un momento, durante la seconda serata del Festival, in cui il racconto di una carriera incrocia inevitabilmente i capitoli più privati di una vita. Gianluca Gazzoli, chiamato da Carlo Conti a condurre la semifinale delle Nuove Proposte, ha varcato la soglia dell’Ariston con la familiarità di chi quel palco lo aveva già sfiorato, nel 2017, conducendo la diretta su Radio2. Ma mercoledì sera la sua presenza ha assunto i contorni di una consacrazione, quella che arriva dopo anni di gavetta, quelli trascorsi nei villaggi turistici, nelle radio locali e poi nazionali, fino alla creazione di un progetto personale come il podcast Passa dal BSMT, capace di portare nel suo seminterrato virtuale centinaia di ospiti, da Ben Affleck a Jovanotti -1.
Eppure, nonostante il bagliore dei riflettori, il conduttore classe 1988 ha scelto di aprire il suo intervento con una confidenza intima e toccante. Ha ricordato che quella data, il 25 febbraio, era il compleanno di sua madre Giovanna, scomparsa pochi mesi prima, a settembre del 2025, dopo una lunga malattia -4. «Pochi mesi fa è mancata la mia mamma – ha spiegato – e mi ritrovo qui a coronare uno dei sogni della mia vita proprio oggi. La vita ci manda dei segnali, e dobbiamo fermarci ad ascoltarli» -6. L’Ariston si è fermato, un abbraccio di Carlo Conti ha suggellato quel passaggio di testimone ideale, e il pubblico ha risposto con un calore che andava oltre la semplice esibizione canora.
La serata, in fondo, è stata anche un banco di prova per lo stesso Gazzoli, che Conti ha voluto mettere alla prova in modo tutt’altro che programmato. Come lo stesso diretto interessato ha raccontato a caldo, il conduttore toscano gli ha lasciato la scena per qualche minuto, un gesto di fiducia che ha definito «non previsto» e che si è concretizzato con un semplice: «Gestisci la curva, io adesso la faccio Gianluca» -5. Una sorta di rito iniziatico, insomma, per chi ha sempre fatto della narrazione degli altri la propria cifra stilistica e che ora si trovava a essere, suo malgrado, protagonista di una storia che aveva il sapore del compimento. In platea, a seguire ogni passaggio, c’era sua moglie Sara Bolla, consulente di armocromia e fondatrice di Labò Milano, con cui ha costruito una famiglia e condiviso anche le difficoltà legate alla sua aritmia cardiaca, quella che da ragazzo lo costrinse ad abbandonare il basket agonistico -3.
A introdurre i quattro giovani in gara, Gazzoli ha mostrato quella scioltezza che deriva dalla consapevolezza. Perché se è vero che la definizione di underdog – quella di chi parte sfavorito e poi vince – la conosce bene, avendoci anche scritto un libro, è altrettanto vero che la sua presenza sul palco principale del Festival non è stata un caso. Carlo Conti lo aveva voluto già alla guida di Sanremo Giovani su Rai2, e la scelta di affidargli le nuove proposte anche all’Ariston è parsa a molti una naturale prosecuzione di un percorso avviato con cognizione di causa. I due scontri diretti, tra Filippucci e il trio Blind-El Ma-Soniko e tra Mazzariello e Angelica Bove, hanno decretato i finalisti che si giocheranno la vittoria nella terza serata, ma al di là del verdetto musicale, a tenere banco è stato il modo in cui il conduttore ha gestito la macchina del palco -2.
Dietro le quinte, in conferenza stampa, Gazzoli si è presentato con l’entusiasmo di chi non dà nulla per scontato. Ha parlato di percorso, di maturità raggiunta e di una presenza, quella della madre, che in un giorno come quello non poteva non farsi sentire. Aveva già condiviso pubblicamente il dolore per la sua perdita a settembre, scrivendo sui social parole che lasciavano intendere un legame profondissimo: «Mi mancherà tutto di te. Sento il cuore esplodere dal dolore» -8. E forse, in quel 25 febbraio, la vita gli ha restituito un segnale che lui stesso ha voluto interpretare come un abbraccio postumo, trasformando la conduzione di una gara canora in un omaggio personale e commovente.
La famiglia e le radici di un percorso professionale
La vicenda umana di Gazzoli, del resto, si intreccia con le sue scelte lavorative in modo piuttosto evidente. La madre, originaria della Sicilia, aveva lasciato Siracusa dopo il divorzio trasferendosi a Milano, dove aveva cresciuto il figlio da sola lavorando nel settore retail, prima da Armani e poi da Dolce & Gabbana -4. Una figura forte, determinata, che il conduttore ha più volte indicato come modello di resilienza. Non stupisce, quindi, che nel giorno del suo debutto sanremese abbia voluto portarla con sé, almeno idealmente, sul palco dell’Ariston, mentre le sue bambine e la moglie seguivano tutto dalla platea.
Il meccanismo delle nuove proposte e il ruolo di Gazzoli
Sul fronte strettamente artistico, la seconda serata ha visto quindi la competizione tra i giovani. Le quattro proposte si sono affrontate a coppie, con un sistema di voto che prevedeva il contributo del televoto (34 per cento), della giuria della sala stampa (33 per cento) e della giuria delle radio (33 per cento) -9. Alla fine, a staccare il pass per la finale sono stati Filippucci e Angelica Bove, che si giocheranno la vittoria nella serata successiva. Ma al di là del risultato, la sensazione è che la vera rivelazione della serata sia stata la capacità di Gazzoli di stare in equilibrio tra l'empatia del ricordo personale e la professionalità richiesta dal ruolo di conduttore.
Il futuro dopo il debutto all’Ariston
Ora, dopo questa sorta di esame sostenuto a pieni voti, c'è chi già ipotizza per lui un ruolo più stabile nelle prossime edizioni del Festival. «Mi sento nel posto giusto», ha commentato a caldo, quasi a voler sottolineare una sintonia con l’ambiente e con il pubblico che difficilmente potrebbe passare inosservata. Resta il fatto che la sua presenza, inizialmente limitata alla conduzione delle nuove proposte, ha finito per catalizzare l’attenzione ben oltre i confini della gara canora, regalando al Festival uno dei suoi momenti più autentici e meno costruiti.




