Riforma del premierato: un passo avanti verso l'approvazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La riforma del premierato in Italia sta facendo un passo avanti significativo. Un emendamento alla riforma, che dovrebbe facilitare la sua approvazione, rischia tuttavia di scivolare nel paradosso.

Il ruolo di Fratelli d'Italia

Fratelli d'Italia ha l'ambizione di eleggere un premier che resti al comando anche in caso di difficoltà. Se la maggioranza viene meno, il premier rimane al suo posto. Questo è il cuore della riforma del premierato.

Modifica della norma "anti-ribaltone"

Grazie a una modifica della norma "anti-ribaltone", il governo ha trovato l'intesa sul "premierato forte". Questo ddl costituzionale prevede l'elezione diretta del presidente del Consiglio. Il testo riformulato dal ministro per le Riforme, Elisabetta Casellati, stabilisce che se il premier eletto cade a seguito di una mozione di sfiducia motivata, il presidente della Repubblica scioglie le Camere.

Cambiamenti nella figura del secondo capo di governo

Nel testo riformato, il premio di maggioranza non è più fissato al 55%. Gli emendamenti firmati dal governo intervengono sugli articoli 2, 3 e 4 del ddl. La modifica più attesa è quella dell'articolo 4, che rivede la cosiddetta norma antiribaltone o del secondo premier. Il ricorso al secondo premier è previsto in circostanze eccezionali.

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