Alluvione Nepal, l’esercito nei tunnel delle dighe e la raccolta fondi della famiglia Mortara
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Redazione Esteri
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Le operazioni di soccorso nelle zone del Nepal devastate dall’alluvione del 26 agosto proseguono senza sosta. L’Esercito nepalese ha diffuso immagini che mostrano le squadre di ricerca e soccorso impegnate all’interno della galleria del progetto idroelettrico Upper Trishuli-I, una delle strutture colpite dalla piena del fiume Bhote Koshi che ha travolto le vallate himalayane al confine con il Tibet. Nel frattempo, il bilancio provvisorio della catastrofe, in costante aggiornamento, continua a salire mentre le autorità e le organizzazioni internazionali cercano di far fronte all’emergenza.
Il bilancio delle vittime e l’impegno dei soccorsi
Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità nepalesi, le vittime accertate hanno ormai superato le 900 unità, mentre i dispersi sarebbero più di 4.200, un numero che tiene conto anche dei cittadini stranieri e dei dipendenti delle centrali idroelettriche della regione, molti dei quali ancora irrintracciabili. Di fronte a questo scenario drammatico, l’esercito si trova a operare in condizioni estremamente complesse.
Il salvataggio dei lavoratori intrappolati nel tunnel dell’Upper Trishuli rappresenta una delle priorità, con oltre 350 persone già tratte in salvo ma con un centinaio di individui ancora bloccati all’interno a causa delle avverse condizioni meteorologiche e della portata del fiume che rendono le operazioni particolarmente rischiose.
La raccolta fondi della famiglia Mortara e dell’Associazione 140 ONLUS
In questo contesto di difficoltà, si sono moltiplicate le iniziative di solidarietà. La famiglia Mortara, proprietaria del Rifugio Magià di Saint-Barthélemy, ha promosso una raccolta fondi in collaborazione con l’Associazione 140 ONLUS, un’organizzazione intitolata a Erik Mortara.
L’iniziativa nasce dal profondo legame che lega il rifugio alla popolazione nepalese: al Magià lavorano attualmente tre dipendenti, Dorge, Dhan e Pendoma, che rientreranno in Nepal tra poche settimane e che consegneranno personalmente i fondi raccolti ad alcune famiglie colpite dall’alluvione, nello specifico loro conoscenti residenti nelle zone più duramente provate dal disastro.
La raccolta fondi intende quindi fornire un sostegno diretto e mirato, bypassando le strutture burocratiche per garantire che l’aiuto arrivi rapidamente a chi ne ha più bisogno. I promotori hanno reso noto l’IBAN dell’Associazione 140 ONLUS per consentire a chiunque lo desideri di contribuire alla causa, specificando la causale “Sostegno alla popolazione del Nepal” per assicurare la corretta destinazione delle donazioni.
Le immagini dell’esercito impegnato nei tunnel allagati testimoniano la drammaticità della situazione, così come l’impegno della società civile, che si mobilita a distanza di migliaia di chilometri, cerca di portare un piccolo sollievo a una regione che lotta per rialzarsi dalla furia dell’acqua, con il pensiero rivolto ai dispersi e alle famiglie in attesa di notizie.
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