Juventus, dalla Consob multa ridotta a 500mila euro per il caso plusvalenze
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La Consob, con un provvedimento che chiude un capitolo amministrativo del lungo procedimento, ha ridotto in maniera significativa le sanzioni pecuniarie originariamente ipotizzate nei confronti della Juventus. L’autorità di vigilanza, in linea con quanto proposto dal suo Servizio Sanzioni Amministrative, ha infatti applicato alla società una multa di 190mila euro, una cifra leggermente inferiore ai 200mila inizialmente previsti, mentre per un gruppo di ex amministratori e manager, insieme a un dirigente attualmente in carica, le pene sono state ridotte a un totale complessivo di 310mila euro, ben al di sotto degli 840mila originariamente contemplati. A queste si aggiungono, come spesso accade, alcune sanzioni accessorie che seguono la stessa logica di riduzione, delineando un esito che, seppur sanzionatorio, appare attenuato rispetto alle prime richieste dell’organo inquirente.
Le riduzioni e il contesto normativo
Il procedimento, che ha mosso i suoi passi applicando norme specifiche del Testo Unico della Finanza e del regolamento europeo Market Abuse, si è dunque concluso con un importo totale di 500mila euro, una somma che la società e gli ex dirigenti sono chiamati a versare in solido. Questo epilogo amministrativo, per quanto riguarda il profilo finanziario, si inserisce in un quadro giudiziario più ampio e articolato, dove le indagini sulla gestione delle plusvalenze e su altre operazioni societarie hanno già avuto sviluppi in sedi diverse, alcune delle quali hanno visto il coinvolgimento della magistratura ordinaria. La definizione dell’iter da parte della Consob, dunque, pur rappresentando un tassello importante, non esaurisce il complesso universo di procedimenti nati da quelle inchieste, i quali continuano a seguire i loro distinti percorsi, ciascuno con le proprie tempistiche e le proprie logiche.
La replica del club e la strada del ricorso
La Juventus, dal canto suo, non ha accolto passivamente la decisione, pur nella sua forma ridotta, comunicando attraverso un proprio avviso ufficiale l’intenzione di proporre ricorso contro il provvedimento. Una mossa, questa, che appare quasi scontata nella prassi difensiva delle grandi società, le quali tendono a contestare ogni accertamento di responsabilità, soprattutto in ambiti così tecnici e dai confini giuridici spesso dibattuti. Il club bianconero, insomma, pur riconoscendo la riduzione della contravvenzione, non ritiene di doversi adeguare alla lettura dei fatti proposta dalla vigilanza, preparandosi invece a un nuovo confronto in sede giurisdizionale dove poter ribadire le proprie ragioni e cercare una piena assoluzione.
Un capitolo in una storia più lunga
Questo sviluppo, perciò, lungi dal chiudere definitivamente la questione, ne apre semplicemente una nuova fase, quella del contenzioso, che si andrà ad affiancare agli altri filoni d’indagine ancora aperti. La vicenda delle plusvalenze, con le sue intricate implicazioni contabili e le sue pesanti ricadute sull’immagine del club, continua dunque a evolversi su più piani paralleli, ciascuno dei quali contribuisce a scrivere una pagina complessa della storia societaria recente. La decisione della Consob, se da un lato attenua l’impatto economico immediato, dall’altro non cancella la sostanza delle contestazioni, rimandando a futuri gradi di giudizio il compito di pronunciare una parola definitiva, almeno sotto il profilo amministrativo, su una pratica che ha tenuto banco per anni.




