Juventus, a Carnevali il compito di generare 100 milioni di plusvalenze
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Redazione Sport
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La Juventus affida a Giovanni Carnevali un obiettivo centrale per il prossimo ciclo gestionale: realizzare 100 milioni di plusvalenze attraverso il player trading, all’interno di un percorso che punta al pareggio di bilancio entro il 2028. Il nuovo amministratore delegato e direttore generale bianconero dovrà muoversi seguendo il business plan già definito dalla società, tenendo conto anche dei vincoli collegati al settlement agreement che sarà presto sottoscritto con la Uefa. Per l’esercizio 2026-27, in un arco temporale che arriva fino al giugno del 2027, il club sarà chiamato a ottenere proventi dalle operazioni sui calciatori superiori alla media di circa 60 milioni registrata nelle ultime stagioni.
L’arrivo di Carnevali rappresenta uno dei cambiamenti più significativi nella struttura dirigenziale della Juventus. Dopo l’esperienza maturata al Sassuolo, il dirigente assume un doppio incarico, quello di amministratore delegato e direttore generale, con responsabilità che si estendono a tutti gli ambiti del club. All’interno della Continassa, tuttavia, il mercato viene indicato come una delle priorità assolute. La capacità di acquistare e cedere giocatori, valorizzandone il rendimento e il valore economico, è una delle qualità che hanno contribuito alla scelta di John Elkann, che ha individuato nell’ex dirigente neroverde il profilo adatto per affrontare una fase ritenuta particolarmente delicata.
Il business plan e l’obiettivo delle plusvalenze
Il percorso delineato dalla Juventus non riguarda soltanto il rafforzamento tecnico della squadra, ma anche il raggiungimento di obiettivi economici precisi. Le plusvalenze diventano quindi uno degli strumenti attraverso cui il club intende avvicinarsi al pareggio di bilancio previsto per il 2028. In questo contesto, Carnevali dovrà lavorare all’interno di una programmazione già impostata, cercando di aumentare i ricavi derivanti dalle operazioni di mercato rispetto ai livelli registrati negli ultimi anni. La richiesta di superare la soglia media di 60 milioni ottenuta nelle stagioni precedenti evidenzia la rilevanza attribuita dalla società alla gestione del patrimonio calciatori.
La sfida viene descritta come particolarmente complessa anche per la dimensione del club e per le aspettative che accompagnano ogni decisione. Gestire una società come la Juventus significa operare su più fronti contemporaneamente, dall’organizzazione aziendale alle strategie sportive, ma il mercato resta il settore nel quale i risultati sono più immediatamente visibili. Proprio per questo il profilo di Carnevali viene associato a una profonda conoscenza del calcio e a una rete consolidata di relazioni, elementi considerati utili per individuare opportunità sia in entrata sia in uscita.
Mercato e attenzione ai giocatori italiani
Uno degli aspetti che emergono con maggiore evidenza riguarda la possibile impronta italiana della nuova gestione. La svolta legata all’arrivo di Carnevali viene infatti associata a una maggiore sensibilità verso i calciatori legati al mondo azzurro, una caratteristica che in passato ha accompagnato diverse fasi della storia juventina. L’idea di una presenza italiana più marcata nella rosa viene presentata come un orientamento che potrebbe influenzare le future scelte di mercato, inserendosi all’interno di una strategia che punta a coniugare sostenibilità economica e competitività sportiva.
I primi nomi accostati alla nuova fase bianconera confermano questa tendenza. Tra le suggestioni compare un ritorno di Federico Chiesa, mentre viene citato anche Cher Ndour. Tra i profili monitorati figura inoltre Davide Frattesi, calciatore in uscita dall’Inter e apprezzato anche in Premier League. Si tratta di indicazioni che accompagnano l’avvio ufficiale dell’era Carnevali alla Juventus e che contribuiscono a delineare una direzione precisa per il mercato. Le prossime mosse dovranno però inserirsi in un quadro più ampio, nel quale la ricerca dell’equilibrio economico e la necessità di generare importanti plusvalenze rappresentano elementi centrali della pianificazione societaria.




