Il riscatto di Goggia a Soldeu e l’avvertimento di Odermatt: il fine settimana dello sci alpino

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La località di Soldeu, in Andorra, è stata scenario di un fine settimana ad alta tensione per lo sci alpino femminile, con Sofia Goggia protagonista assoluta di una domenica da incorniciare. Dopo un sabato conclusosi con un sesto posto nel primo superG che sembrava averne leggermente appannato la fiducia, la fuoriclasse bergamasca ha saputo reagire nel modo più perentorio, imponendosi nella seconda prova della specialità. Una vittoria, la sua, costruita con quella miscela di ardimento e tecnica che da sempre contraddistingue il suo approccio alla gara, e che le ha permesso di lasciare il segno in una stagione che l’aveva già vista protagonista con il bronzo olimpico in discesa. Sul tracciato andorrano, Goggia ha dettato un ritmo inavvicinabile per le avversarie: la tedesca Emma Aicher, vincente il giorno precedente, ha dovuto accontentarsi del secondo posto con un distacco di ventiquattro centesimi, mentre la norvegese Kajsa Vickhoff Lie ha completato il podio. Le sue dichiarazioni a caldo, con il volto ancora contratto dallo sforzo, hanno restituito l’istantanea di un’atleta che non si accontenta mai, capace di spiegare quella mezza smorfia con le “sgarruppate”, ovvero delle brusche frenate, nel muro finale che per un attimo le avevano fatto temere di aver compromesso la run. È stata invece una prova magistrale, la ventottesima gioia in carriera, che assume i contorni di una rivincita personale dopo le Olimpiadi di Milano Cortina.

Nel contesto di questa domenica di sole, la prestazione della bergamasca assume un valore ancora più significativo se letta in ottica di classifica. Il successo le ha infatti permesso di allungare nella graduatoria di specialità, consolidando il pettorale rosso di leader con un margine importante, ottantaquattro punti di vantaggio sulla neozelandese Alice Robinson, giunta settima. Federica Brignone, l’altra stella del team azzurro e campionessa olimpica in carica di superG, ha invece concluso all’ottavo posto, a quasi un secondo dalla compagna di squadra, mostrando segnali di ripresa rispetto alla quindicesima piazza di sabato ma senza riuscire a inserirsi nella lotta per il podio. Per Sofia Goggia, invece, questo secondo acuto stagionale in superG (dopo quello di dicembre) non fa che rafforzare l’idea che questa disciplina, un tempo considerata la “sorella minore” della discesa, sia diventata il suo terreno di caccia preferito in questa annata, quella dove esprimere al meglio un talento cristallino e una determinazione che non conosce soste.

L’assolo di Odermatt a Garmisch e il rinvio del superG

Se nel circo rosa il dominio è stato italiano, in campo maschile l’attenzione si è concentrata sull’inarrivabile Marco Odermatt e su ciò che resta del weekend bavarese di Garmisch-Partenkirchen. Lo svizzero, reduce da un’Olimpiade che, nonostante le tre medaglie vinte, lo ha lasciato con l’amaro in bocca per l’oro sfuggito, ha centrato un successo di quelli che pesano, nella discesa libera di sabato sulla celebre Kandahar. Una prova di forza, la sua, impreziosita dal triplo podio elvetico con Alexis Monney e Stefan Rogentin, a testimonianza della superiorità di quella squadra. La prestazione di Odermatt è apparsa fin da subito di un altro pianeta, con il solo Monney capace di limitare i danni, fermandosi a soli quattro centesimi, mentre il resto del gruppo accusava distacchi ben più pesanti. Un messaggio chiaro, lanciato soprattutto a Franjo von Allmen, il grande rivale in seno alla nazionale rossocrociata e triplo campione olimpico, che in quella gara ha chiuso soltanto sesto, pagando qualche errore di troppo.

La domenica avrebbe dovuto regalare il secondo atto di questo duello con il superG, ma le avverse condizioni meteorologiche, con nebbia e pioggia che hanno avvolto la pista, hanno costretto la giuria a cancellare la gara dopo due rinvii. Un verdetto che lascia l’amaro in bocca e che impedisce di vedere un nuovo confronto diretto, ma che paradossalmente amplifica la portata del successo di Odermatt nella discesa, che rimane l’unico verdetto del fine settimana tedesco. Per lui, che guida saldamente le classifiche sia di discesa che di superG, si tratta di un altro passo verso la conquista delle coppe di specialità, mentre per gli azzurri, con Giovanni Franzoni ancora una volta il migliore alle spalle dei dominatori svizzeri, resta la consapevolezza di dover continuare a lavorare per colmare quel gap.

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