Milano, sequestro da 12,5 milioni per la Bluestone delle Park Towers: il gip teme la dispersione dei crediti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un sequestro preventivo ai fini della confisca di poco più di 12,5 milioni di euro nei confronti di Bluestone Crescenzago, la società che ha realizzato le due torri residenziali conosciute come Park Towers, situate nella zona del Parco Lambro.

Il provvedimento, scattato su disposizione del gip Angelica Cardi su richiesta dei pm Paolo Filippini, Luisa Baima Bollone e Mauro Clerici, con l'aggiunto Paolo Ielo, riguarda anche due rappresentanti legali della società che si sono succeduti nella carica tra il 2023 e il 2025: si tratta del patron del gruppo Andrea Bezziccheri e del responsabile dello sviluppo immobiliare Gianluca Zammarchi.

L'operazione condotta dal Nucleo di Polizia economico finanziaria delle Fiamme Gialle si inserisce nel più ampio filone dell'inchiesta sull'urbanistica milanese che ha già portato al dibattimento per le stesse Park Towers, un procedimento nel quale è stata contestata l'ipotesi di lottizzazione abusiva.

Il nodo dei crediti Sismabonus e le accuse

Nell'ambito di questo filone investigativo, i reati ipotizzati a carico della Bluestone, che è indagata anche in base al decreto legislativo 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti, sono la truffa aggravata ai danni dello Stato e l'indebita compensazione di crediti di imposta inesistenti. Secondo la ricostruzione dell'accusa, la società avrebbe indebitamente percepito e utilizzato crediti d'imposta legati al Sismabonus per i quali non avrebbe avuto diritto, relativamente alla costruzione delle due torri.

La vicenda processuale principale, che vede tra gli imputati lo stesso Bezziccheri, è già in fase di dibattimento: i pm contestano che i grattacieli siano stati realizzati come ristrutturazione edilizia, quando invece, a loro avviso, si sarebbe trattato di una nuova costruzione, configurando così un abuso edilizio sostanziale che avrebbe eluso le normali regole urbanistiche.

Il "chiaro pericolo" di occultamento

Nel decreto che ha autorizzato il sequestro, la gip Angelica Cardi ha sottolineato l'esistenza di un "chiaro pericolo" legato alla permanenza dei crediti di imposta nella disponibilità degli indagati.

Il timore, espresso in modo netto dai magistrati, è che quei crediti, qualora non fossero stati aggrediti tempestivamente, potessero essere negoziati sul mercato o ulteriormente compensati con altre imposte, immettendo di fatto nel circuito economico dei crediti inesistenti; non solo, ma sussisteva anche il concreto rischio che il denaro o i titoli potessero essere dispersi o occultati per sottrarli all'eventuale confisca.

È proprio per scongiurare questa evenienza che il gip ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari di natura patrimoniale, blindando le risorse finanziarie e i beni riconducibili alla società e ai suoi legali rappresentanti.

L'operazione della Guardia di Finanza rappresenta un tassello significativo di un'indagine che tiene banco nei tribunali milanesi da diverso tempo e che mette sotto la lente i rapporti tra grandi interventi immobiliari e bonus fiscali. Mentre il processo sulle Park Towers prosegue per l'accusa di lottizzazione abusiva, il nuovo fronte aperto dai sequestri preventivi sposta l'attenzione sul versante economico-finanziario, andando a colpire direttamente le risorse della società costruttrice.

La mole del sequestro, superiore ai 12 milioni di euro, testimonia la rilevanza delle cifre contestate e la determinazione della procura nel ricostruire l'intero giro di crediti presuntivamente illegittimi che avrebbero alimentato l'operazione immobiliare.

Per la Bluestone Crescenzago e per i suoi vertici si apre quindi una duplice fase processuale: da un lato la difesa nel merito dell'abuso edilizio relativo alle torri, dall'altro la partita sui crediti d'imposta e sui rimborsi che, con il sequestro, vedono ora congelati beni e liquidità per oltre 12 milioni e 500.000 euro.

La vicenda, complessa e articolata, continua a tenere alta l'attenzione sull'urbanistica di una delle città italiane più attive nel settore delle costruzioni, con le indagini che proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare la correttezza delle compensazioni effettuate dalla società negli ultimi anni.

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