Plenitude perfeziona l’acquisizione di Acea Energia, un milione e duecentomila clienti passano al gruppo Eni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’operazione, annunciata nei mesi scorsi e ora giunta a compimento, ridisegna gli equilibri nel mercato italiano della vendita di energia elettrica e gas. Plenitude, la controllata del gruppo Eni dedicata alla transizione energetica, ha messo a segno l’acquisizione totale di Acea Energia S.p.A., aggiudicandosi contestualmente anche il 50% del capitale sociale di Umbria Energy S.p.A. Un passaggio, questo, che era stato già anticipato e che ha richiesto il via libera delle autorità competenti prima di perfezionarsi. Con questa mossa, Plenitude si trova ora a gestire circa 1,2 milioni di clienti in più, una massa critica che rafforza in modo sostanziale la sua presenza sul territorio nazionale.

Il perimetro dell’intesa e l’esclusione dei clienti vulnerabili

Dalla transazione, il cui corrispettivo versato si attesta intorno a 500 milioni di euro, sono stati volutamente esclusi i clienti elettrici cosiddetti vulnerabili. Questa categoria, che comprende anziani, disabili e soggetti in condizioni economiche disagiate, rimane quindi sotto la gestione del gruppo Acea. Una scelta, quella di separare questi utenti dal pacchetto venduto, che riflette la volontà di mantenere una certa continuità nei servizi essenziali per le fasce più esposte della popolazione. Il valore finale dell’accordo, va detto, tiene conto di un Enterprise Value aggiornato a 448 milioni di euro, della cassa netta normalizzata al 31 dicembre 2024 e di altri aggiustamenti tecnici – tra i quali spicca il dividendo distribuito in favore di Acea per circa 82 milioni di euro.

Un’operazione da mezzo miliardo che modifica il retail energetico

Il perfezionamento dell’acquisizione arriva dopo mesi di interlocuzioni e verifiche da parte degli enti regolatori. Plenitude, che già operava nel settore delle rinnovabili e della mobilità sostenibile, allarga così il proprio bacino di utenza in modo significativo. I circa 1,2 milioni di contratti acquisiti – una mole di rapporti commerciali non indifferente – rappresentano per l’azienda guidata dal gruppo Eni un’occasione per crescere nel segmento retail, dove la concorrenza è storicamente agguerrita. Dall’altra parte, Acea alleggerisce la propria esposizione diretta al mercato libero, concentrandosi su altre attività strategiche, tra cui la gestione delle reti idriche ed elettriche nel Lazio.

Dettagli economici e passaggio formale delle quote

Il corrispettivo versato, pari a circa mezzo miliardo di euro, è stato calcolato tenendo conto non solo del valore d’impresa ma anche di elementi variabili come la ticking fee (gli interessi maturati nel periodo tra la data di riferimento e quella di chiusura) e il leakage, ovvero gli utili distribuiti prima del trasferimento. Tra questi, il dividendo già staccato da Acea Energia in favore della capogruppo romana ha inciso per circa 82 milioni. Plenitude, dal canto suo, ha ottenuto il controllo pieno della società di vendita, potendo così consolidare i ricavi e la base clienti. Umbria Energy, la cui metà è ora nelle mani di Plenitude, resta una realtà regionale di rilievo, seppur con un azionariato modificato. Nessun cliente vulnerabile, si ripete, è stato trasferito: la loro gestione è rimasta saldamente nelle mani del gruppo Acea, come previsto fin dalle prime bozze dell’accordo.

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