Lancia prova a rinascere tra rally e nuove sportive, ma la strada è ancora lunga
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Far tornare Lancia ai fasti del passato non è un’impresa da poco. In un mercato dominato da numeri e tecnologia, dove la storia e la passione rischiano di contare sempre meno, il gruppo Stellantis sta tentando di ridare slancio al marchio italiano con una strategia articolata. Da una parte c’è il ritorno alle competizioni con la Ypsilon Rally 4 HF, dall’altra il rilancio commerciale attraverso modelli stradali che cercano di coniugare tradizione e innovazione.
La gamma attuale, infatti, offre la Ypsilon sia in versione ibrida che elettrica, mentre più recentemente è stata presentata la variante sportiva HF, spinta da un motore da 280 cavalli. Un chiaro tentativo di attirare non solo chi cerca un’auto urbana ed ecologica, ma anche chi vuole emozioni alla guida. I numeri, però, dicono che la strada è ancora in salita: non basta riportare in vita lo storico logo HF con l’elefantino per riconquistare il pubblico.
La Ypsilon HF, che sarà disponibile dopo l’estate a un prezzo di partenza di circa 39mila euro, rappresenta un ponte tra passato e futuro. Gli anni ’60, quando Lancia dominava nel motorsport, sembrano lontani, ma l’idea di riprendere quella vocazione agonistica per rilanciare il marchio è evidente. La HF, testata in anteprima a Balocco, punta a essere un’opzione sportiva ma quotidiana, accessibile a chi non vuole rinunciare alle prestazioni pur guidando un’auto elettrica.
Intanto, una notizia ha fatto sobbalzare gli appassionati: nel corso di un comunicato ufficiale, Lancia ha lasciato trapelare l’intenzione di riportare in vita la Delta HF Integrale. Il riferimento, seppur rapidamente rimosso, ha acceso le speranze di molti. Sebbene non ci siano conferme ufficiali, si parla di un possibile debutto non prima del 2029. Nel frattempo, dalla Francia circolano già ipotesi sul design, alimentando discussioni tra chi sogna un ritorno all’estetica iconica degli anni ’90 e chi si aspetta una rilettura in chiave moderna.




