Banche italiane chiudono il primo trimestre 2026 con utili record e pressioni sui dipendenti
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Redazione Economia
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Il primo trimestre del 2026 ha segnato un nuovo record per le principali cinque banche italiane, con utili complessivi che superano i 7 miliardi di euro, segnando un incremento del 7,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati, diffusi dalla fondazione Fiba legata al sindacato bancario First Cisl, evidenziano che la crescita è stata trainata principalmente dalle commissioni nette, aumentate del 4%, a conferma di un rafforzamento delle attività legate al risparmio gestito. Gennaio, febbraio e marzo hanno quindi consolidato un avvio d’anno positivo per i gruppi Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, Mps e Bper.
Focus sui risultati delle singole banche e proventi operativi
Tra i gruppi, Unicredit si distingue con un incremento del risultato netto del 16,1%, pari a 3,217 miliardi di euro, ossia 446 milioni in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Gli altri gruppi hanno contribuito al complessivo +7,8% degli utili grazie all’aumento dei proventi operativi, cresciuti del 3,7%. La forte spinta delle commissioni nette sottolinea l’importanza crescente dei servizi di gestione del risparmio e delle attività non strettamente legate al credito tradizionale, rafforzando la stabilità dei margini in un contesto di mercato ancora dinamico e competitivo.
Previsioni e rivalutazioni degli analisti
La stagione delle trimestrali ha indotto Jefferies a rivedere al rialzo le stime su utili e dividendi di diverse banche italiane. In particolare, il target price di Bper è stato portato a 14,40 euro per azione e quello di Banco BPM a 14,50 euro. Le stime sull’EPS 2026-2028 sono state aumentate mediamente del 10% per Bper, del 5% per Banco BPM e del 4% per Intesa Sanpaolo, con raccomandazioni Buy confermate per quest’ultima. L’analisi del broker sottolinea come i risultati migliori del previsto siano stati guidati da commissioni, gestione dei costi e riduzione del costo del rischio, oltre a beneficiare di un contesto di tassi in rialzo.
Effetti sul personale e pressioni commerciali
Parallelamente alla crescita dei margini, aumenta lo stress tra i dipendenti delle principali banche italiane. Le pressioni commerciali si intensificano, legate al raggiungimento degli obiettivi di vendita e alla gestione delle attività di risparmio gestito che hanno trainato i profitti. Questo scenario evidenzia un equilibrio delicato tra risultati economici e condizioni di lavoro, con le banche chiamate a gestire sia le performance finanziarie sia la sostenibilità interna del personale, sotto il peso di un trimestre che ha registrato utili record ma anche crescenti tensioni operative.




