Paolo Belli scrive alla famiglia di Alessandro Magnani nel giorno del funerale: "Magnaus sapeva creare fraternità"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La chiesa dell'Immacolata Concezione di Reggio Emilia, stracolma di amici, parenti e conoscenti, ha fatto da cornice ieri pomeriggio all'ultimo saluto ad Alessandro Magnani, il 41enne tragicamente scomparso lo scorso 14 luglio a seguito di un incidente stradale che lo ha visto coinvolto con la bicicletta del cantante e conduttore televisivo Paolo Belli. Almeno 500 persone hanno voluto rendere omaggio a "Magnaus", come era affettuosamente soprannominato, in un clima di profonda e partecipata commozione che ha segnato l'intera cerimonia funebre.
L'omelia di don Davide Poletti e il ricordo di una vita spesa per gli altri
Don Davide Poletti ha officiato la Santa Messa, definendo la scomparsa del 41enne una "morte ingiusta, precoce e violenta". Nell'omelia, il sacerdote ha ripreso la parabola del buon seminatore per tracciare un ritratto di Magnani, descrivendolo come un "seme buono che ha dato e che darà frutti buoni", capace di creare attorno a sé una piccola fraternità ovunque andasse.
Il feretro, sul quale era adagiata la maglia del Napoli, la squadra del cuore della vittima, è stato accolto da cartelloni con foto e da un mare di magliette indossate dagli amici più stretti, in un tripudio di colori che ricordavano le sue grandi passioni: la pallavolo, che allenava con dedizione, e il calcio. La madre Lina, originaria di Napoli e residente a Reggio Emilia, ha scelto per il ricordino funebre una frase che racchiude l’essenza del figlio: "L'onestà, la generosa disponibilità, il rispetto per tutti, hanno ispirato la sua vita".
Un ultimo, estremo gesto d'amore ha caratterizzato il commiato: la donazione degli organi, che ha permesso ad altre persone di avere una nuova possibilità di vita.
Il dolore di una comunità e il saluto sulle note di Max Pezzali
Numerosi sono stati i ricordi commossi che si sono susseguiti durante la funzione, a testimonianza di quanto Magnani fosse radicato nel tessuto sociale della Bassa Reggiana e non solo. Le sue atlete dell'Academy volley Progetto Intesa, in lacrime, hanno voluto rendergli omaggio insieme a tutti i dirigenti e ai genitori che lo avevano stimato come un grande punto di riferimento per la crescita umana dei ragazzi.
L'amico fraterno Emanuele Di Silvestro lo ha ricordato come un uomo "sensibile, intelligente e buono", che credeva nelle persone e nei legami, capace di amare senza mezze misure. Al termine della celebrazione, il feretro è stato salutato sul sagrato della chiesa sulle note delle canzoni di Max Pezzali, il cantante degli 883, gruppo molto amato da Magnani.
Un lungo e toccante applauso ha accompagnato il suo ultimo viaggio verso il cimitero di Coviolo, dove attenderà la cremazione, mentre il dolore della madre e dei parenti più stretti si mescolava alla gratitudine per una vita spesa con generosità e rispetto.
La vicenda giudiziaria e il messaggio di vicinanza di Paolo Belli
Sul drammatico incidente, avvenuto il 13 luglio nelle campagne di Cognento di Campagnola, la Procura di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, iscrivendo il cantante carpigiano Paolo Belli nel registro degli indagati. Si tratta di un atto dovuto, come spiegato dagli addetti ai lavori, necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici e dell'autopsia sul corpo della vittima, per chiarire definitivamente la dinamica dei fatti.
Mentre la magistratura attende i risultati degli esami che potranno far luce sulla causa scatenante del decesso, Paolo Belli, profondamente scosso e provato, si è chiuso in un silenzio rispettoso. Proprio nella mattinata dei funerali, tramite il suo legale, l'avvocato Roberto Ghini, ha fatto pervenire un messaggio di vicinanza alla famiglia di Magnani, un gesto che si aggiunge al suo immediato intervento subito dopo l'urto, quando aveva tentato di tenere sveglio il 41enne e chiamato i soccorsi.
Il management dell'artista ha inoltre comunicato la sospensione di tutte le sue attività artistiche fino a nuova comunicazione, una decisione che conferma lo stato di choc e il lutto che lo hanno investito.
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