Milano, incendio in un capannone abbandonato alla Barona: nessun ferito ma fumo visibile a km

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una colonna di fumo nero, densa e minacciosa, si è alzata nel tardo pomeriggio di martedì 4 agosto dalla zona Barona, alla periferia sud di Milano, attirando l'attenzione dei residenti e dei passanti che hanno potuto osservare il pennacchio scuro ergersi tra i grattacieli del quartiere. L'incendio, che ha parzialmente distrutto un capannone abbandonato situato in via Ettore Ponti 14, ha richiesto l'intervento di diverse squadre dei vigili del fuoco del Comando provinciale, impegnate per ore nel tentativo di domare le fiamme e mettere in sicurezza l'area circostante.

Nonostante la violenza del rogo e l'impressionante quantità di fumo sprigionata, le autorità hanno confermato che non risultano persone coinvolte direttamente o intossicate negli edifici limitrofi, evitando così che l'episodio potesse trasformarsi in una tragedia dalle conseguenze ben più gravi.

L'intervento dei vigili del fuoco e l'evacuazione dell'area

Le operazioni di spegnimento, iniziate poco dopo le 19, sono state complesse a causa della struttura dell'edificio, una vecchia concessionaria auto ormai in disuso da tempo, e della presenza di materiali combustibili che hanno alimentato le fiamme.

I pompieri hanno lavorato senza sosta per circoscrivere l'incendio, impedendo che si propagasse alle palazzine vicine e ad altri capannoni industriali presenti nella zona, mentre la fitta coltre di fumo rendeva l'aria irrespirabile per i residenti, costringendo molti di loro a chiudere finestre e porte per proteggersi dall'odore acre e pungente che si era diffuso per le vie del quartiere.

Sul posto sono giunte anche pattuglie della polizia locale per gestire il traffico e deviare i mezzi pesanti e le automobili che transitavano lungo le arterie principali, al fine di agevolare il lavoro dei soccorritori e garantire la sicurezza dei cittadini che si erano radunati a debita distanza per assistere allo spettacolo inquietante delle fiamme che divoravano la struttura.

La struttura sventrata e la visibilità del fumo

Le fiamme hanno letteralmente «mangiato» il tetto dell'ex concessionaria, sventrando completamente la struttura che si estende per un fronte di diverse decine di metri e riducendo in cenere gran parte dell'involucro esterno, tanto che la colonna di fumo nero è risultata visibile anche a chilometri di distanza, diventando ben presto un punto di riferimento per chiunque si trovasse nella zona sud della città o guardasse all'orizzonte dai piani alti dei grattacieli milanesi.

L'edificio, che negli anni era stato oggetto di occupazioni da parte di collettivi e centri sociali, utilizzato in passato per celebrazioni e iniziative in memoria di Davide «Dax» Cesare, il militante ucciso il 16 marzo del 2003 in via Brioschi, versava in condizioni di abbandono e degrado che ne avevano fatto un luogo sensibile sul piano della sicurezza e del decoro urbano.

Le cause dell'incendio, al momento ancora ignote, sono al centro delle indagini condotte dagli inquirenti e dagli stessi vigili del fuoco, che stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti e capire se il rogo possa essere stato innescato da un cortocircuito, da un atto doloso o da una causa accidentale legata alla presenza di materiali infiammabili accumulati all'interno negli anni di inutilizzo.

Il contesto e le preoccupazioni dei residenti

L'incendio alla Barona riaccende i riflettori sulla questione degli stabili dismessi e abbandonati che punteggiano la periferia milanese, spesso trasformati in ricettacoli di rifiuti o in luoghi di ritrovo non autorizzati, con conseguenti rischi per la sicurezza e la salute pubblica che i residenti denunciano da tempo senza tuttavia ottenere risposte concrete dalle istituzioni competenti.

Il capannone di via Ettore Ponti, la cui presenza rappresentava ormai da anni una ferita nel tessuto urbano del quartiere, è stato completamente devastato dalle fiamme, e ora si pone il problema della messa in sicurezza dell'area e della bonifica dei materiali residui, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi per l'ambiente e per le persone che abitano nelle vicinanze.

L'odore acre del fumo si è disperso solo dopo diverse ore, quando le squadre dei vigili del fuoco sono riuscite a domare completamente l'incendio e a raffreddare le strutture rimaste in piedi, evitando che potessero crollare addosso ai mezzi di soccorso o ai passanti rimasti a osservare le operazioni fino a tarda notte.

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