Incendio in via Riccardi a Milano: non ce l’hanno fatta i due anziani coniugi
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Redazione Interno
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Un rogo è divampato al sesto piano di un condominio, un edificio popolare nel quartiere Cimiano, poco dopo le 19:30 di sabato 18 luglio, in un'ora in cui la città era ancora avvolta dal caldo afoso di una serata estiva.
La vittima, una donna di 84 anni, Luisa Fedeli, milanese di nascita e di vita, era da tempo piagata da acciacchi che l'avevano lasciata in una condizione di disabilità cronica che la rendeva non autosufficiente; con lei, nell'appartamento al civico 23 di via Padre Placido Riccardi, c'era il marito Gianfranco Antonioli, 89enne nato a Cremona, il cui corpo senza vita è stato trovato accanto a quello della moglie, dopo che i vigili del fuoco, giunti sul posto con sei mezzi del Comando di via Messina, sono riusciti a domare le fiamme e a entrare nell'abitazione ormai devastata.
La dinamica del rogo e i soccorsi
Le fiamme si sono sviluppate con una rapidità impressionante all'interno dell'appartamento della coppia di anziani, aggredendo in pochi istanti mobili e tende e propagandosi fino alla porta-finestra che dava sul terrazzo. Una vicina di casa, accortasi del fumo che usciva dalle finestre, ha dato l'allarme telefonando al 112 con una richiesta di aiuto disperata: "Venite, c'è un incendio" ha gridato, mentre il fuoco continuava a espandersi, facilitato anche dalle temperature elevate della giornata.
I pompieri, giunti in pochissimi minuti sul posto, hanno immediatamente disposto l'evacuazione totale dello stabile come misura precauzionale, estendendo il provvedimento anche ai due civici attigui, il 25 e il 27 della stessa via.
Identità delle vittime e le indagini
Il primo corpo a essere rinvenuto tra le macerie dell'appartamento è stato quello della donna 84enne, che a causa della sua disabilità non era in grado di muoversi autonomamente e non ha avuto alcuna possibilità di sottrarsi alle fiamme; il corpo del marito è stato recuperato più tardi, intorno alle 21, e gli investigatori, che hanno lavorato a lungo sul posto insieme ai vigili del fuoco, hanno potuto constatare che i due coniugi sono morti a causa delle ustioni riportate e dell'inalazione dei fumi tossici sviluppati dalla combustione.
Sebbene all'inizio si fosse ipotizzato un bilancio provvisorio di una sola vittima, con alcune persone rimaste intossicate, la drammatica conferma è arrivata quando, una volta spente le ultime fiamme, i pompieri hanno fatto la tragica scoperta all'interno dell'appartamento semidistrutto, che era diventato una vera e propria trappola mortale per i due anziani coniugi che non sono riusciti a mettersi in salvo.
L'evacuazione e le ipotesi sulle cause
Le operazioni di evacuazione hanno coinvolto decine di persone che sono state fatte uscire dall'edificio e hanno assistito in strada, sotto gli sguardi atterriti dei vicini, all'opera di spegnimento dei pompieri, mentre la polizia locale bloccava la strada per permettere l'arrivo dei soccorsi e i sanitari del 118 prestavano le prime cure agli intossicati, che per fortuna hanno riportato solo lievi sintomi e non sono stati ricoverati in condizioni gravi.
Mentre le fiamme lambivano le strutture esterne dell'ultimo piano, annerendo balconi e cornicioni, gli inquirenti della Squadra Volante e la Scientifica hanno avviato un sopralluogo nell'appartamento, ora posto sotto sequestro, per cercare di ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto e risalire alla causa scatenante del rogo; al momento, gli investigatori non escludono l'ipotesi di un corto circuito o del malfunzionamento di un elettrodomestico, forse un condizionatore, ma resta al vaglio anche la pista accidentale, mentre sarebbe stata esclusa l'ipotesi del dolo.
Il contesto e i precedenti
Il quartiere di Cimiano, nella zona est di Milano, è stato teatro in passato di altri incendi in edifici popolari, ma questa volta la tragedia ha colpito una coppia di anziani che viveva in un appartamento al sesto piano, dove le fiamme, una volta divampate, hanno reso impossibile qualsiasi tentativo di fuga, anche perché la donna era in condizioni di salute che non le consentivano di muoversi da sola; i vicini, scesi in strada dopo l'evacuazione, hanno raccontato di aver visto una densa colonna di fumo nero alzarsi dall'edificio, mentre i soccorritori lottavano contro il tempo per evitare che il rogo si propagasse agli altri piani e agli stabili vicini, cosa che per fortuna non è avvenuta.
I vigili del fuoco, una volta completate le operazioni di spegnimento, hanno dichiarato che l'edificio, sebbene danneggiato, è agibile, ma per i due coniugi non c'è stato nulla da fare, e le loro salme sono state trasportate all'obitorio in attesa che il magistrato di turno disponga gli accertamenti del caso per chiarire ogni aspetto di questa vicenda, mentre la procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ipotizzando che il rogo possa essere stato causato da un cortocircuito o da un malfunzionamento di un elettrodomestico, anche se al momento non si escludono altre piste e si attendono i risultati delle perizie tecniche disposte dagli inquirenti.




