Incendio a Milano in via Padre Riccardi, morti due coniugi anziani. Tre intossicati tra i residenti
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Redazione Interno
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Poco dopo le 19.30 di ieri sera, un violento incendio è divampato all'interno di un appartamento al quinto piano di via Padre Placido Riccardi 23, nel quartiere milanese di Cimiano, non lontano dall'incrocio con via Palmanova. Le fiamme, che hanno avvolto rapidamente l'abitazione, hanno intrappolato i due occupanti, una coppia di coniugi rispettivamente di 89 e 84 anni, impedendo loro qualsiasi via di fuga.
Nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, giunti sul posto con diverse squadre, per i due anziani non c'era ormai più nulla da fare: i corpi senza vita sono stati rinvenuti dai pompieri all'interno dell'appartamento, ormai completamente invaso dal fumo e dalle fiamme.
La richiesta d'aiuto e la dinamica dell'incendio
Secondo una prima ricostruzione, corroborata dalle testimonianze raccolte tra i residenti, il rogo sarebbe divampato con ogni probabilità proprio all'interno dell'alloggio della coppia. Pochi istanti prima che le fiamme si propagassero in modo incontrollabile, alcuni vicini avrebbero udito le disperate grida di aiuto di una donna, quasi certamente la signora Luisa Fedeli, l'ottantaquattrenne che viveva in quell'appartamento insieme al marito. "Al fuoco, al fuoco. chiamate i pompieri", sarebbero state le parole gridate dalla donna, che a causa di problemi di deambulazione non sarebbe riuscita a mettersi in salvo autonomamente, né tantomeno ad assistere il marito, anch'egli molto anziano e probabilmente in difficoltà.
L'intervento dei soccorsi e il bilancio delle vittime
Sul posto sono accorsi immediatamente i mezzi dei vigili del fuoco, che hanno lavorato per ore per domare le fiamme e mettere in sicurezza l'edificio, reso pericolante dal fumo e dal calore sprigionato dal rogo. Parallelamente, il personale sanitario del 118 è intervenuto per prestare soccorso ai residenti del palazzo, molti dei quali sono stati evacuati in via precauzionale per evitare l'esposizione ai tossici fumi dell'incendio.
Oltre alle due vittime, il bilancio provvisorio dell'emergenza registra anche tre persone rimaste intossicate: si tratta di altri inquilini dello stabile che hanno inalato una notevole quantità di fumo prima di riuscire a lasciare le proprie abitazioni o di essere raggiunti dai soccorritori. I tre intossicati sono stati prontamente assistiti dal personale sanitario e trasportati in ospedale per accertamenti, sebbene le loro condizioni non siano state inizialmente descritte come critiche.
Le indagini e i rilievi tecnici
Nelle ore immediatamente successive allo spegnimento dell'incendio, gli agenti della polizia locale e i tecnici dei vigili del fuoco hanno avviato i consueti rilievi per determinare con esattezza l'origine del rogo. Sebbene l'ipotesi più accreditata sia quella di un incidente domestico, forse legato a un cortocircuito o a un malfunzionamento di un elettrodomestico, non vengono al momento escluse altre possibilità, come un problema legato alla conduzione di un impianto di riscaldamento o alla combustione di materiali infiammabili lasciati incustoditi.
Gli inquirenti stanno ascoltando i testimoni e visionando le immagini raccolte dai residenti, alcuni dei quali hanno filmato con lo smartphone le fiamme che avvolgevano l'appartamento, consentendo di ricostruire la rapidità con cui il fuoco si è propagato. Le operazioni di sopralluogo, che proseguiranno anche nelle prossime ore, mirano a escludere eventuali responsabilità penali e a chiarire se l'impianto antincendio del palazzo e le vie di esodo fossero conformi alle normative vigenti, anche se al momento non risultano segnalazioni in tal senso da parte dei tecnici comunali.
La zona e i disagi per i residenti
La palazzina di via Placido Riccardi si trova in un'area densamente popolata del quartiere Cimiano, un contesto residenziale solitamente tranquillo che ieri sera è stato sconvolto dall'emergenza. L'evacuazione di alcuni piani ha costretto diversi nuclei familiari a trascorrere la serata all'esterno dell'edificio, in attesa del nullaosta per poter rientrare nei propri alloggi, che comunque hanno riportato danni limitati a causa del fumo e dell'acqua utilizzata per lo spegnimento.
L'amministratore di condominio si è attivato per gestire la situazione e per coordinare gli interventi di ripristino delle parti comuni, mentre il Comune di Milano ha attivato i servizi sociali per offrire supporto psicologico e pratico ai residenti più colpiti dalla tragedia, in particolare ai familiari delle vittime, che sono stati raggiunti dalla notizia solo nelle ore successive all'accaduto.
La Procura della Repubblica di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti, e ha disposto il sequestro dell'appartamento per consentire ulteriori accertamenti tecnici finalizzati a escludere eventuali concause dolose nell'origine del rogo.
Il contesto dell'emergenza e il ricordo delle vittime
L'incendio di ieri sera si inserisce nel triste elenco degli incidenti domestici che coinvolgono persone anziane, spesso sole o con difficoltà motorie, le quali si trovano particolarmente esposte al rischio di restare intrappolate in caso di rapida propagazione del fuoco.
La signora Luisa Fedeli, che a quanto risulta dagli accertamenti anagrafici risiedeva da molti anni in quell'appartamento con il marito, era nota ai vicini come una persona affabile ma con serie limitazioni deambulatorie, che la costringevano a muoversi con l'ausilio di un girello e a non poter reagire prontamente a un'emergenza improvvisa come quella di ieri.
La Procura di Milano sta raccogliendo tutta la documentazione utile a chiarire se vi siano state negligenze nella manutenzione degli impianti dell'edificio, ma al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle risultanze dei rilievi. L'episodio ha inevitabilmente scosso il quartiere, dove molti residenti hanno assistito impotenti allo sviluppo delle fiamme e alle operazioni di soccorso, descrivendo una scena di grande concitazione e paura, con le fiamme che si affacciavano dalle finestre del quinto piano e il fumo che invadeva le scale dell'intera palazzina.




