Incendio in un negozio di bici elettriche a Milano, evacuato un palazzo: intossicati in ventidue
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Redazione Interno
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Le fiamme, divampate poco dopo mezzogiorno di domenica in un esercizio commerciale di via Plana, hanno provocato il caos in un condominio della zona di Piazza Firenze, costringendo all’evacuazione dell’intero stabile che, a seguito del rogo, è stato dichiarato inagibile. L’incendio, le cui cause sono al vaglio degli investigatori ma che sembrerebbe avere origine da una batteria per la mobilità elettrica, ha completamente distrutto il locale al piano terra, mentre una densa cortina di fumo si è rapidamente propagata verso i quattro piani superiori, penetrando negli alloggi e rendendo l’aria irrespirabile. L’intervento dei vigili del fuoco, tempestivo e decisivo, è stato fondamentale per domare il rogo e coordinare le operazioni di soccorso, permettendo di trarre in sicurezza tutte le persone che si trovavano nell’edificio.
I soccorsi e il bilancio delle persone colpite
Sul posto, oltre alle squadre dei pompieri, sono intervenuti gli operatori del 118 e le forze dell’ordine, chiamate a gestire una situazione di evidente emergenza. Il bilancio, sebbene per fortuna non contempli vittime, è comunque pesante: ventidue persone sono state soccorse e sottoposte a cure mediche a causa dell’inalazione di fumo, un rischio spesso sottovalutato ma che, in casi del genere, può portare a serie conseguenze per la salute. Tra di loro, quattro individui hanno necessitato di un ricovero in ospedale; si tratta, secondo quanto appurato, di due adulti e due bambine, rispettivamente di undici e sei anni, le cui condizioni, seppur non gravi, hanno richiesto un monitoraggio più approfondito. Molti degli altri condomini, visibilmente scossi dall’accaduto, sono stati assistiti sul posto e hanno potuto fare ritorno presso parenti o amici, dovendo abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni.
Le indagini per accertare le dinamiche e le responsabilità
Le autorità competenti hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’evento e accertare eventuali profili di responsabilità. L’ipotesi principale, come spesso accade per gli incendi che coinvolgono mezzi di micromobilità, rimane quella del “thermal runaway”, il processo di fuga termica che può interessare le batterie agli ioni di litio, specialmente se difettose, danneggiate o sottoposte a procedure di ricarica non appropriate. Non è un caso isolato, purtroppo; episodi simili, seppur di minore entità, si sono verificati in passato in garage privati o in altri spazi di vendita, sollevando interrogativi sulla sicurezza di questi dispositivi sempre più diffusi. Gli investigatori, che stanno setacciando i resti carbonizzati del negozio, si riservano di fornire conclusioni definitive solo al termine dei necessari accertamenti tecnici.
Il tema della sicurezza delle batterie al litio
L’incidente riaccende inevitabilmente i riflettori sulla sicurezza legata alla diffusione su larga scala delle batterie agli ioni di litio, componenti essenziali non solo per le biciclette a pedalata assistita, ma anche per monopattini, hoverboard e molti altri dispositivi elettronici. La loro elevata densità energetica, che ne garantisce l’efficienza, cela anche potenziali rischi se la qualità costruttiva non è eccellente o se non vengono rispettate le corrette condizioni d’uso. Il rispetto delle normative, la qualità dei componenti e una corretta informazione degli utenti appaiono, dunque, come fattori critici per prevenire tragedie che, come dimostra il caso di via Plana, mettono a repentaglio non solo i beni ma, soprattutto, l’incolumità delle persone. La cronaca nera, del resto, ha già registrato episodi, anche con esiti tragici, legati a incendi di natura elettrica, rendendo questo un capitolo di stringente attualità per le investigazioni e per la prevenzione.




